Libertas, mani calde e testa alta: la Sangiorgese è un bunker
Avversario con la miglior difesa del campionato ma servono i due punti
LIVORNO. Trentacinque giorni dopo la pesante vittoria ottenuta contro Piombino, la Libertas torna ad esibirsi al PalaMacchia dove scende la squadra più in forma del campionato. La Sangiorgese, infatti, è reduce da tre vittorie consecutive colte a cavallo della fine dell’anno. La più prestigiosa di questo tris aureo è senza dubbio quella del 18 dicembre scorso quando i ragazzi di coach Roncari espugnarono proprio il PalaMacchia, in versione Pielle.
Tanto potrebbe bastare per tenere la Libertas sul chi va là. A questo aggiungiamo che la ‘Sangio’ vanta la migliore difesa di tutto il campionato: appena 896 punti incassati per una media di 64 netti per partita. A dirla tutta, non è da meno la truppa di Andreazza che ne subisce 65,1 per gara. Ecco quindi bella e che servita una delle chiavi della sfida di oggi (palla a due alle 18, arbitri Zancolò di Pordenone e Occhiuzzi di Trieste): la tenuta difensiva.
La Libertas in questo senso è reduce da due partite altalenanti. Sia con Herons che a Verbania, gli amaranto per metà partita hanno concesso qualcosa di troppo agli avversari, salvo poi riprendersi nei secondi venti minuti fino a tenere i rossoblù sotto i 70 punti e i piemontesi a 65 nonostante il loro buonissimo 43% da tre punti.
Messa così, numeri alla mano, la partita odierna sembra destinata a non allontanarsi troppo da quella del febbraio scorso che vide la Sangio vincere al Modigliani Forum con un punteggio bassissimo: 54-58.
Il passepartout
Tornando alla stretta attualità, il piano partita della Sangiorgese potrebbe ricalcare quello esibito dai ‘lumbard’ contro la Pielle: pitturato ingolfato e buona difesa sugli esterni, magari accettando il rischio di concedere qualche conclusione facile dall’arco. Contro le Triglie questa tattica pagò, perché i biancoblù chiuso con 4/26 da 3, curiosamente l’identica statistica fatta registrare nella specialità dalla Libertas a Verbania.
Ecco. Se la Libertas vuole disorientare la Sangio, deve ritrovare una mira decente dall’arco dei 6,75, magari grazie ad Andrea Bargnesi, che aggiunge alle motivazioni dell’ex di turno anche quelle date dalla voglia di cancellare l’opaca prestazione della settimana scorsa.
Non c’è dubbio: la precisione nei tiri da lontano ha tutta l’aria di essere il grimaldello buono per scardinare la cassaforte di Roncari che trova in Sebastiano Bianchi il giocatore-barometro. Se la Libertas riesce a contenere il loro uomo più pericoloso - per chili, muscoli e talento - gli ospiti possono andare in difficoltà. L'uomo del destino, da questo punto di vista, potrebbe essere Fratto che di certo non ha paura quando c'è da tirare fuori il carattere.
Parola al coach
Alla viglia della partita Andreazza ha tenuto tutti sulla corda con dichiarazioni di grande rispetto per la Sangio: «Non esistono avversari morbidi, ma la Sangiorgese men che meno: sono in salute vengono da tre vittorie consecutive e da un girone di andata giocato bene. Hanno battuto di 20 Omegna, hanno vinto in casa della PL e perso di solo sei punti a Vigevano. Sono una squadra costruita molto bene e altrettanto ben allenata. La sconfitta di Omegna ci è servita e in settimana abbiamo tenuto alta l'attenzione anche con un paio di 'berciate' durante l'allenamento». Gli ospiti hanno la miglior difesa del campionato, ma Andreazza non ha paura: «E' vero. Subiscono appena 64 punti per partita, ma in trasferta ne segnano 63. Se riusciamo a fare le nostre cose in attacco e arriviamo a 75/76 punti diventiamo una squadra importante. Se il punteggio sarà basso, di certo sarà pure un altro tipo di partita».
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