Il Tirreno

Livorno

Basket

L’assist del presidente Creati: «La PL è un progetto vincente, vi spiego perché»

di Andrea Masini
L’assist del presidente Creati: «La PL è un progetto vincente, vi spiego perché»

Il bilancio di un anno solare che ha regalato tante gioie: «A tre minuti dall’inizio del derby, con tutti quei tifosi dietro, ho capito che si scriveva la storia»

4 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Roberto Creati è un imprenditore (di successo) che si è fatto da sé. È partito dal basso, fino a regalarsi diverse soddisfazioni con i suoi ristoranti griffati Mc Donald’s. E con lo stesso metodo, la stessa flemma, si è tuffato nel progetto Pielle, inizialmente entrando in punta di piedi al fianco di Manolo Burgalassi e poi, con i passi giusti e in qualità di presidente, migliorando sempre di più la struttura societaria assieme a tutti gli altri componenti del cda. Una crescita lineare, sfociata nel 2020 con la promozione in Serie B - dopo due finali perse sul campo - e in un derby vinto, l’8 dicembre scorso, davanti a 8000 persone.

Creati, partiamo innanzitutto da un bilancio dell’anno solare.

«Sicuramente positivo; durante la prima metà del 2022 - da neo promossi - siamo riusciti a salvare la categoria, rischiando di agguantare i playoff e imparando molte cose. Così, sulla scia di quanto vissuto, abbiamo deciso di inserire nell’organigramma la figura di un direttore sportivo, di pari passo al consolidamento societario e al conseguente aumento del budget per ambire alle prime 4 posizioni, ovvero quelle che assicurano la partecipazione alla prossima B d’Eccellenza. Vorrei, inoltre, sottolineare la riorganizzazione del settore giovanile - anche il recente Memorial “Alfredo Damiani” ne è una testimonianza - e l’ottima affluenza di bambini al Minibasket».

E poi c’è la prima squadra.

«Il percorso è da valutarsi senza dubbio in maniera positiva, soprattutto dinanzi al fatto che siamo stati costretti a rinunciare a Loschi per 8 partite, vincendone 6 e rimanendo comunque in testa alla classifica».

La società, negli ultimi mesi, è cresciuta molto in termini di sponsor e seguito. Cosa manca, adesso, per compiere un ulteriore salto?

«Il compito di chi dirige un’azienda sportiva è quello di avere obiettivi ambiziosi ma raggiungibili, lavorare ogni giorno per raggiungerli e aumentare il numero dei partners al fine di incrementare il budget, impiegando poi al meglio le risorse. In tal senso, la passione e i rapporti tra il club e chi lo sostiene stanno alla base di tutto, a cominciare dal bellissimo legame che ci unisce all’Università Niccolò Cusano e a Stefano Bandecchi. L’altro obiettivo riguarda la fidelizzazione dei tifosi, allargare quello zoccolo duro che tutte le domeniche sai di trovare sugli spalti e non soltanto in occasione di un evento di richiamo come il derby».

Vi siete sentiti con Bandecchi dopo il derby?

«La sera stessa, ma in realtà ci sentiamo dopo ogni partita. Mi ha scritto una gran bella cosa, per la vittoria ovviamente, ma soprattutto per la crescita maturata nell’ultimo triennio grazie anche - aggiungo io - al suo prezioso sostegno».

Lei ha sempre sostenuto che più alta è la categoria e più sarebbe stato “semplice” reperire nuove risorse e nuovi partners. È sempre di questo avviso? E di conseguenza, quanto aiuterebbe andare in Serie A?

«Nel mondo dello sport, basket incluso, la categoria aumenta il valore del prodotto. A seconda del campionato in cui giochi, diventa quasi automatico potersi rivolgere ad aziende con visibilità nazionale e internazionale. Che poi firmare un contratto sia più facile, questo è tutto da vedere (ride, ndr)».

Dicevamo prima dell’inserimento, la scorsa estate, di un diesse. Cosa ha portato in dote Beppe Dellanoce?

«Innanzitutto è andato ad occupare una casella libera, che fino allo scorso anno era occupata a spot da figure che svolgevano pure altri compiti. E poi la sua esperienza, la grandissima conoscenza del campionato e dei giocatori come testimoniano e i risultati ottenuti negli ultimi due anni. Sono stati sufficienti pochissimi giorni per instaurare un legame forte con il cda e soprattutto con il sottoscritto».

Il ricordo più bello di questo 2022?

«Il fischio dei 3 minuti dall’inizio del derby; in quel preciso istante, e al di là del risultato, ho capito che il lavoro svolto, non soltanto da noi, è sfociato in qualcosa di veramente bello e importante. Se il basket fosse un progetto imprenditoriale, e a me piace intenderlo così, l’8 dicembre rimarrà una giornata memorabile».

Roberto Creati sarebbe contento se la Pielle al termine della regular season…

«Fosse nelle prime 4 posizioni».

Il derby dell’8 dicembre ha fatto notizia da Aosta e Canicattì. Se lo aspettava un successo del genere? E quanto valore ha generato in termini d’immagine?

«Sicuramente, come dicevo prima, è un biglietto da visita non da poco e duraturo, che va sfruttato per avvicinare nuovi partner e tifosi. Si tratta di un riconoscimento al grande lavoro svolto in questi ultimi anni, un premio, e da questo dobbiamo ripartire ad anno nuovo con ancora maggior stimoli ed entusiasmo».

Ad inizio stagione avrebbe pensato di ritrovarsi all’8 gennaio e lottare per la Coppa Italia?

«Era un obiettivo veramente ambizioso, il più importante che potessimo raggiungere nella prima metà di stagione. Già questo deve essere motivo di orgoglio e di stimolo per tutti: società, giocatori, staff e i nostri splendidi tifosi».
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera