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Cappellini fa solo porte blindate: è suo il record d’imbattibilità

di Alessandro Lazzerini
Cappellini fa solo porte blindate: è suo il record d’imbattibilità

Livornese in maglia Cecina, ha preso 3 gol in 13 gare, porta inviolata 10 volte. «Merito anche di una grande scuola in amaranto con Bardi, Mazzoni e Fiorillo»

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LIVORNO. Nel girone C di Promozione c’è una squadra che ha fatto il vuoto: lo Sporting Cecina di mister Sebastiano Miano. I rossoblù sono imbattuti e hanno nove punti di vantaggio sulla seconda in classifica, la Geotermica, al giro di boa.

Il Cecina ha il miglior attacco e la miglior difesa, ma il dato che spicca maggiormente è proprio quello dei gol subiti: solamente tre in ben tredici partite. Un record a livello regionale, condiviso con il San Gimignano, squadra di seconda categoria, e che con ogni probabilità ha pochi eguali anche su scala nazionale.

Ben 10 volte, infatti, il portiere livornese classe 1995 Leonardo Cappellini è riuscito a mantenere inviolata la propria porta. «È una bella soddisfazione, senza dubbio – esordisce il numero uno rossoblù -. È un traguardo che va condiviso con tutta la squadra e lo staff perché oltre a questo ci sono i risultati di squadra che confermano l’importanza del nostro percorso e del lavoro settimanale che ci ha portato a raggiungere anche questa gioia in più».

In estate eravate senza dubbio la grande favorita, ma si aspettava un andamento del genere?

«Mi aspettavo un campionato di vertice, ma non che potessimo avere una continuità del genere. Siamo sempre stati consapevoli della nostra forza e delle nostre qualità, ma allo stesso tempo siamo stati bravi a mantenere l’umiltà di non sottovalutare nessuna sfida, in un campionato comunque difficile che non perdona niente».

Adesso il rischio è quello di sentirsi troppo bravi?

«Stiamo lavorando duramente anche in questo periodo di pausa perché sappiamo che dal 7 gennaio, quando affronteremo l’Invicta Sauro, inizierà un altro campionato in cui tutti vorranno fermare la capolista. L’aspetto mentale sarà il più importante per evitare cali di concentrazione».

Ma dov’è secondo lei il segreto di questa squadra?

«Nelle persone. Negli acquisti che la società ha fatto per completare l’ossatura che lo scorso anno aveva raggiunto la finale playoff. Tutti giocatori che ci hanno permesso di fare il salto di qualità e si sono subito integrati nel gruppo. In queste categorie lo spogliatoio è fondamentale e fin da subito tra di noi c’è stata l’amalgama giusta, compreso lo staff e tutti coloro che fanno parte del Cecina».

Nel suo passato c’è anche un trascorso importante nel settore giovanile del Livorno.

«Sì, fino alla Primavera e ho anche avuto la possibilità di allenarmi con i portieri della prima squadra. Ho avuto la fortuna di vedere da vicino portiere come Bardi, Mazzoni e De Lucia, fino a Fiorillo che tecnicamente era veramente fortissimo. Mi è rimasto impresso».

Poi l’esperienza a Ponsacco in Serie D da “quota”.

«Ho ricordi stupendi di quell’esperienza. Fare subito campionati di vertice alle prime esperienze con i grandi è stato importantissimo. E Ponsacco è stata fondamentale per me, mi ha lasciato un bagaglio che mi sono ritrovato poi negli anni successivi. Anche se una volta diventato “vecchio” la regola delle quote mi ha un po’ penalizzato. Detto questo, sono stra contento del presente che sto vivendo a Cecina e non ho rimpianti».

Ecco: la regola delle quote fa molto discutere. Fosse un direttore sportivo sceglierebbe un giovane in porta o un giocatore più esperto?

«È una domanda difficile a cui rispondere se si parla di Serie D, mentre in Eccellenza e Promozione dove le quote sono tre andrei sempre su un portiere navigato. È normale poi, tornando alla D, che serva valutare l’insieme della rosa, la qualità delle altre quote e tanti altri fattori. È un discorso tanto interessante quanto soggettivo in base alle varie situazioni».

Il Livorno ha scelto come portiere il giovane Fogli che è partito benissimo e poi ha avuto un calo.

«Non è facile giocare nel Livorno, per l’importanza della maglia e per di più in un ruolo delicato come il nostro. Va aiutato nei momenti difficili e lui deve essere bravo a reagire perché la piazza non ti aspetta. Di sicuro è un’esperienza talmente formativa che se la ritroverà più avanti».

È molto amico anche di Matteo Frati, attaccante del Livorno. Se lo aspettava così decisivo nel Livorno?

«Mi fa piacere vederlo capocannoniere del Livorno perché se lo merita. Dopo anni in cui gli infortuni gli avevano negato certi palcoscenici, sono contento che stia facendo così bene. Siamo cresciuti insieme tra partite da avversari e da compagni di squadra. È un bravissimo ragazzo e si vede che ci tiene davvero tanto alla maglia amaranto, come d’altra parfte tutti i livornesi. Mi auguro davvero che il Livorno possa tornare nelle categoria che merita».

A Cecina allena anche i bambini delle giovanili, che esperienza è?

«Ci tengo a ringraziare la società per avermi dato questa possibilità con i ragazzi del 2008 e del 2009. Fanno già campionati importanti, in cui si parla di salvezza e retrocessione quindi oltre alla parte tecnica, c’è bisogno di un lavoro incentrato sulla preparazione della partita della domenica. Sono tutti bimbi validi e con loro sono tornato un po’ bimbo anch’io».

Una passione incredibile per lo sport, come un po’ in tutta la famiglia (il fratello Tommaso è portiere nel Piombino, la cugina Sara capitano del Jolly Acli Basket, mamma Cristina un pilastro del settore giovanile Invictus, mentre lo zio Gianluca fu giocatore dalla A1 alla B negli anni ’80-’90, prodotto del settore giovanile Libertas).

«Davvero. Sicuramente per noi lo sport è un aspetto importante ed un segno distintivo della famiglia. C’è tanto interesse in generale per lo sport, ma in particolare grande passione sia per il calcio che per il basket. E questo è un aspetto che mi piace tantissimo della mia famiglia».

E fuori dal campo quindi chi è Leonardo Cappellini?

«Lavoro come rappresentante di una azienda di prodotti di detergenza spostandomi tra Livorno e Cecina, dove mi sono trasferito con la mia fidanzata da qualche tempo. Anche se sia per lavoro che per altro sono comunque spesso a Livorno».

Cecina comunque è diventata una seconda casa a tutti gli effetti.

«Sì, mi hanno accolto benissimo e ormai sono alla quarta stagione con la maglia rossoblù. Fin dal primo giorno tutti mi hanno voluto bene ed essendo Promozione, e non Serie A, sono questi gli aspetti che fanno la differenza. Trovare certi valori non è troppo comune e spero di rimanere a Cecina il più a lungo possibile».

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