E chi gliela toglie palla a Fratto? «Libertas, sei la mia adrenalina»
Grande partita anche contro Legnano e qualcuno l’ha paragonato a Joe Binion. «La svolta è stato il rientro di Fantoni, lui è un leader e ci ha ridato sicurezza»
LIVORNO. Oltre 10 rimbalzi di media a partita, Francesco Fratto, 31 anni da Cecina è il re delle doppie doppie, visto che viaggia con la ragguardevole media di 9.5 punti e 10.3 rimbalzi a partita.
Domenica contro Legnano si è superato, catturandone 17, non troppo lontano dal record di 23 conquistati qualche anno fa quando giocava ad Omegna. A fine partita qualcuno lo ha paragonato – per movenze, senso della posizione e muscoli – a Joe Binion che fece grande la Libertas nel 1988/89, l’anno dello scudetto scippato. Fratto all’epoca era nell’iperuranio. Oggi però c’è e si vede. E’ un rimbalzista docg.
Qual è il suo segreto?
«Non ce ne sono. Ho avuto grandi sparring partner durante tutta la carriera. Ho sempre avuto sia in gioventù che più avanti - tanti ragazzi compagni di squadra forti in questa specialità».
Certo, ma l’attitudine uno ce l’ha o no…
«Vero, ma confrontandomi in allenamento e anche – perché no – sfidando i compagni di squadra in questa ‘disciplina’ si può migliorare. Ecco. Diciamo che migliorarmi a rimbalzo è sempre stato uno dei miei obiettivi primari».
Quanta adrenalina le dà dominare sotto le plance?
«Non è questione di adrenalina in senso stretto. Ai miei compagni, però dico sempre che a volte si entra in partita anche conquistando un rimbalzo conteso, con una palla recuperata che mette la squadra in fiducia 10 volte di più di un ‘canestrino’. Come mi motivo? Ho voglia di portare giù il pallone per partire in attacco o avere un possesso in più. L’anno scorso in A2 ho duellato con ragazzi di 2 metri e 10, con gli americani. Ero fisicamente svantaggiato e per questo più motivato: beh, me la sono cavata anche in A2».
Parliamo della Libertas: da Gallarate in poi la squadra ha acquisito consapevolezza. Che cosa è cambiato?
«È tornato Tommaso Fantoni».
Ma un solo uomo basta a spiegare il vostro decollo?
«La mancanza di Tommaso ha pesato. Lui è un punto di riferimento importante che ci era venuto a mancare. Una volta rientrato, ha ridato sicurezza a tutti quanti. Però – e rispondo alla sua domanda – c’è anche stato anche altro».
Che cosa?
«Dopo la sconfitta di Montecatini, all’interno dello spogliatoio abbiamo parlato. Ci siamo confrontati. E questo non è da tu tutti. Lo fanno le squadre importanti, quelle che hanno la testa sulle spalle: si confrontano e cercano di capire dove si è sbagliato in modo da ripartire e portare avanti un percorso di alto livello. Dagli errori si può ricominciare, diventando sempre più forti e riprendere la crescita. Non dimentichiamoci mai che questa squadra è nuova per otto decimi per cui qualche ‘aggiustamento’ è fisiologico».
La vittoria con Legnano è un sms inviato al campionato…
«Sì. Per ora loro non hanno rispettato gli obiettivi che si erano prefissati, ma attenzione i Knights sono una squadra molto profonda, forte che ha avuto solo qualche difficoltà, ma che a breve si ritroverà. Questi due punti ci dànno consapevolezza. Il cambiamento? Può essere spiegato facilmente. Quando affrontiamo questo tipo di squadre, approcciamo in un modo diverso rispetto a quando giochiamo – con tutto il rispetto – gli Under 19 di Alba».
E voi di motivazioni per battere Legnano ne avevate…
«Beh, sì. Avevamo messo questa partita nel mirino da due mesi, dalla sconfitta in SuperCoppa».
Fratto, in campo è la “garra” fatta persona. E fuori?
«Un marito, un babbo felice da 7 mesi anche se dormo poco. Poi un pescatore o almeno ci provo: quello è il mio hobby principale. Pesca dalla barca o subacquea. E tra un rimbalzo studio: sono vicino alla laurea in enologia».
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