PL a Montecatini vince di nuovo: è festa per i 250 tifosi della curva mobile
I biancoazzurri dominano sotto le plance con uno scatenato Diouf e super Lo Biondo La garra della squadra di Cardani ribalta la partita
Montecatini Le avete presenti le battaglie sportive? Quelle in cui per vincere non basta essere più forti, avere più talento e tirare meglio dal campo. Quelle come Italia-Serbia dell’ultimo Europeo o sempre gli azzurri contro la Lituania nel 2004 se vi piace andare indietro nel tempo. Certo, il paragone tecnico e di importanza non regge, ma la PL a Montecatini ha vinto una di quelle partite lì. Tra colpi proibiti, mille contatti duri e un’intensità fuori dal normale. Le squadre di Barsotti giocano questo tipo di basket e per vincere, se tecnicamente si è superiori come la Unicusano, serve innanzitutto pareggiare la “garra” e le sportellate, prima di sprigionare tutta la qualità offensiva. Facile a dirsi, meno a farsi.
Lo sa bene la PL che nel primo quarto è rimasta ai blocchi di partenza: molle in difesa (31 i punti concessi) e ingabbiata in attacco dove segnavano solo i lunghi, mentre gli esterni racimolavano solo 3 punti in totale. Per loro grande difficoltà anche solo a ricevere palla vista la difesa soffocante di Giancarli, Lafitte e gli altri esterni rossoblù. Questo almeno fino al 14’, momento in cui è cambiata la partita. Perché le battaglie non le puoi vincere se tutti i tuoi uomini non rispondono presenti. Mentre nel secondo quarto, gli alfieri piellini hanno iniziato a rispondere presenti uno a uno. E così poi è stato tutta la partita.
Rubbini ha messo quella genialità in cabina di regia che lo contraddistingue, Campori ha mostrato tutte le qualità sui due lati del parquet: difesa a tarpare le ali ai bombardieri avversari e la solita presenza in attacco. I tre lunghi che hanno dominato: Diouf immarcabile tra schiacciate, rimbalzi e stoppate ad oscurare la vallata in difesa, la solidità di Lenti che non ha perso un duello sotto i tabelloni. E Lo Biondo, un 2,06 che si fa tutto il campo palla al piede per uscire dal pressing e schiacciare col fallo. Senza dimenticare Di Sacco, decisivo nel break che spezza la partita, come detto, al 14’. La Unicusano piazza un break di 1-26 che porta la gara dal 38-25 al 39-49 di fine 2° quarto. Per Herons segna solo Giancarli dalla lunetta, mentre per la PL segnano tutti: Lenti da sotto, Rubbini, Campori e Piazza da fuori.
Da lì in poi la truppa di Cardani non si volta più. Vive delle fiammate di Almansi, bravissimo ad accendersi in un attimo, come ad inizio terzo quarto quando sul rientro in scia di Montecatini firmato Bechi (62-72), piazza due bombe che portano la Unicusano sul 64-78, arrotondato dall’appoggio di Diouf da sotto.
Un secondo tempo in cui la PL è andata col pilota automatico. Senza sgasare, gestendo con esperienza e raziocinio. Tutto riassumibile in due uomini: Piazza e Loschi. Il capitano è un manifesto d’ordine. Come la partita sale di colpi, prende la palla in mano e comanda le operazioni. Il numero 11 invece è il leader che non era stato contro Piombino. Segnare triple “ignoranti”, serve assist al bacio e fa da regista in molte delle azioni offensive. E quando c’è un momento di difficoltà chiama la squadra a raccolta, e quando sbaglia, alza la mano e chiede scusa. In una squadra di tanti under 25 questo è un aspetto cruciale e sia Loschi che Piazza hanno tutto per essere leader tecnici e morali. Come è fondamentale gestire bene i finali di partita.
Con Piombino una settimana fa c’era stato il rischio harakiri, nonostante il bonus dei gialloblù. La stessa situazione che si ripresenta al PalaTerme, ma stavolta la PL trova Diouf, Lo Biondo e Lenti e va spesso a farsi un giro in un lunetta. Le percentuali non sono da sogno (62% dalla linea della carità), ma bastano per chiudere la partita e vincere di 19 (74-92). Quasi venti punti in casa di una delle squadre più ostiche del campionato. E fiondarsi sotto la “curva mobile” arrivata con 250 unità a Montecatini. Campo che porta bene alla PL.
Gema, Piombino e Herons. Uscendo dal palazzo uno degli addetti ai lavori di casa commentava: “Era da tempo che non vedevo una squadra così forte”. Ha ragione lui. l
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