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Livorno, parte la rivoluzione di Toccafondi: dopo Angelini, salta il ds Pinzani

Il primo tassello sarà il nuovo allenatore: ci sono anche alcuni livornesi tra i papabili


23 giugno 2022 Alessandro Lazzerini


LIVORNO. La notizia era nell’aria, ma nella giornata di ieri è arrivata l’ufficialità: Giuseppe Angelini non sarà il tecnico del Livorno nella prossima stagione e Raffaele Pinzani non ricoprirà più il ruolo di direttore sportivo.

LA STAGIONE DI PINZANI

Arrivato a Livorno insieme a Toccafondi, Pinzani ha lavorato sin dal primo giorno alla costruzione della squadra che è stata tirata su in brevissimo tempo. Questo non vuole essere un alibi, ma un dato di fatto, visto che l’ex diesse della Pistoiese ha dovuto trovare venti giocatori praticamente in un mese. Una formazione costruita di comune accordo con il tecnico Buglio secondo l’idea tattica del 4-3-1-2 per esaltare Bellazzini, poi cambiato per il 4-2-3-1 una volta arrivati Torromino e Vantaggiato dalla Ternana. Il nome 'Livorno' è stato un bell’aiutante per il diesse, ma convincere certi giocatori a scendere in Eccellenza non era comunque roba da poco. Bastano i nomi precedenti per capire come Pinzani fosse riuscito a costruire una squadra di livello che effettivamente il campionato lo ha vinto e pure con dieci lunghezze di vantaggio. Poi al Livorno è mancato più di qualcosa nella fase finale dove in otto gare sono arrivate due gol vittorie. Ecco quindi che se vogliamo andare a ricercare qualche difetto all’interno del roster le ultime prestazioni sono di supporto. Al Livorno è mancato un giocatore di personalità in mezzo che facesse girare la squadra e la trainasse nei momenti difficili, un po’ come il Figline aveva Degl’Innocenti. Allo stesso tempo a gennaio poteva esserci un innesto là davanti, un numero 9 ‘di categoria’, da schierare quando la partita chiedeva di fare a ‘pallonate’, caratteristica guerrigliera che non avevano né Vantaggiato né Ferretti. Infine, dato che a destra il Livorno ha sempre giocato con un terzino in quota, si è rivelata pesante l’assenza di un vice-Franzoni, ruolo che né Palmiero, né Pulina hanno saputo ricoprire. Tanti meriti e qualche imperfezione che se la traversa di Frati fosse andata dentro non sarebbe emersa. Ma il calcio è così.

NUOVO MISTER

La questione legata all’allenatore è stata molto più lineare già dal post gara di domenica. Anche in caso di promozione la panchina di Angelini sarebbe stata a forte rischio, figuriamoci con la sconfitta. Tra i nomi papabili c’è quello di Guido Pagliuca, cecinese dalla mentalità vincente e amante del calcio offensivo che nell’ultimo anno ha fatto benissimo sulla panchina della Lucchese, dove però ha il rinnovo anche per la prossima stagione. Un altro papabile è Marco Masi, ex allenatore della Pianese che ha portato in C, nelle scorse settimane contattato dal RFM Querceta.

Da non sottovalutare anche due profili labronici. Il primo è quello di Nicola Sena, allenatore del Picchi che tanti sportivi vorrebbero sulla panchina amaranto, così come altri chiedevano a gran voce il nome di Matteo Niccolai. L’ex PLS ha firmato a Perignano, ma nel calcio mai dire mai…
 

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