Don Bosco, quei piccoli segnali Ma a Siena arriva la nona sconfitta
RESA A TESTA ALTA SENZA PAOLI E KUUBA
Andrea Masini
LIVORNO. Stavolta, malgrado il punteggio finale (86-70 per la Virtus Siena), il bicchiere della Toscana Food Don Bosco è assolutamente mezzo pieno: la squadra di coach Gabriele Ricci - priva del suo playmaker titolare, Matteo Paoli, e di Gregor Kuuba (risparmiato dopo aver giocato martedì scorso con l’Under 19 Eccellenza e sabato sera con la Libertas 1947 in Serie B) - si è resa protagonista di una parte centrale eccellente (37-36 alla pausa lunga e 58-56 al 30’), salvo poi sgretolarsi nella quarta e decisiva frazione dinanzi (28-14 il break senese). Virtus che in avvio fa valere la maggiore prestanza fisica al cospetto di un Don Bosco che è figlio, invece, delle prestazioni dei suoi esterni, in particolare di Alessandro Morando (funambolico playmaker autore di 15 punti) e di Dario Mazzantini, ala del 2003 in costanza crescita, per fatturato ma soprattutto per continuità di rendimento. Sotto canestro il capitano Luca Malfatti prova a reggere l’urto, sbattendo però sul muro eretto da Bruno e Zambonin , al pari di Gianni Mancini (appena 2 punti). Il blackout, come detto, giunge all’alba di un quarto periodo a senso unico, dominato in lungo e in largo da Siena e con i polmoni della Toscana Food in riserva; anche in attacco la manovra diventa farraginosa, costellata di palle perse e con una Virtus invece feroce nel trovare canestri ad alta percentuale attraverso ben 9 elementi (a referto con almeno un canestro realizzato). Alla resa dei conti una sconfitta che non fa una piega, ma forse troppo severa per un Don Bosco decisamente migliore a quello delle scorse settimane. Ciò che preoccupa è la desolante posizione di classifica, dopo 9 sconfitte sulle 9 partite fin qua disputate.
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