Libertas, nella corsa all’A2 occhio a Vigevano Pavia e Omegna. Pielle, playoff a portata
Il nostro ranking del campionato di basket di serie B. Qualità, esperienza e pubblico le armi di punta delle triglie. Anche Cecina e Piombino puntano alla post season
LIVORNO. Stasera si parte e alcune delle cose che si leggeranno qui sotto troveranno una prima puntuale smentita. Perché i pronostici, si sa, sono stati inventati per essere smentiti e perché è il campo e non il roster a stabilire il vero valore delle squadre. Abbiamo però voluto provare a offrire ai lettori il ranking delle squadre del girone A della serie B, cercando di individuare quali potranno essere gli obiettivi di ciascuna.
Abbiamo diviso il girone in tre fasce: chi punta alla promozione, chi si giocherà i play-off, chi partirà per centrare la salvezza. Ricordando sempre che ogni campionato è destinato ad avere almeno una squadra che rivestirà lo scomodo ruolo della delusione e una o più quello ben più gratificante della rivelazione.
Prima fascia obiettivo serie A2
Qua si punta in alto: nel gruppo ci sono senza mezzi termini Maurelli Libertas, Omegna, Vigevano, Pavia. La Libertas parte con gli occhi di tutti addosso per essere arrivata a un passo dalla promozione nel campionato scorso. Nucleo immutato, Morgillo non farà rimpiangere Castelli e i giovani arrivati dal Don Bosco potranno essere un valore aggiunto, in specie Bechi.
Omegna fino a un mese fa pareva essere la favorita n. 1, ma la Supercoppa ha mostrato un primo scricchiolio che ha portato alle dimissioni di coach Andreazza sostituito dal debuttante (come capo allenatore) Fioretti. Ma Bushati (se non sentirà il peso degli anni) , Birindelli e Piazza sono garanzie di qualità.
Vigevano è stata finalista di Supercoppa (battuta poi da Faenza) , ottimo organico con la vecchia conoscenza Giorgi in pivot insieme a giocatori di rango come Tagliavini, Gatti e Mercante. Fattore campo importante al PalaBasletta.
Pavia punta sull’argentino Diego Corral che non è più un ragazzino (1986) ma un centro di peso e esperienza. Simoncelli e Sgobba sono altri due elementi di assoluta affidabilità. In panchina Fabio Di Bella. Organico equilibrato e di ottimo livello medio.
Seconda fascia fra playoff e salvezza
È la fascia più numerosa: vi abbiamo inserito le altre sei toscane, Legnano e Alba Roero. Firenze ha un nucleo storico (Marotta, Merlo, Passoni, Forzieri, Poltroneri) rinforzato dall’arrivo di Castelli che, se starà bene fisicamente, in questa categoria è un fattore. Se anche Poltroneri sarà al top della forma, potrà guardare anche più in alto.
Piombino, da sempre abbonata ai play-off, li cerca con convinzione anche in questa stagione, non disdegnando di dare un’occhiata all’insù se qualcuna delle favorite dovesse steccare. L’arrivo del realizzatore Paolin rinforza un gruppo affiatato e di qualità (Venucci, Mazzantini, Persico, Eliantonio).
San Miniato, seconda alle spalle della Libertas nel campionato scorso, cercherà di ripetere la bella stagione passata ma obiettivamente ripetere il piazzamento non sarà facile, il livello si è sicuramente alzato. Comunque la squadra agli ordini di Marchini c’è, con Mastrangelo, Caversazio, il gioiellino Tozzi e il pericoloso Benites.
Empoli è altra veterana della serie B e ha aggiunto l’esperienza del veterano Simone Berti al nucleo storico, chiamato a migliorare una stagione passata forse inferiore alle attese. In panchina debutto di Corbinelli.
La Pielle è neopromossa solo di nome, perché qua la serie B la conoscono tutti, a cominciare dall’allenatore e c’è chi l’ha pure vinta (Pederzini). Panchina forse un po’ corta, ma tanta qualità, un pubblico come pochi (anche se al Modigliani Forum l’effetto Curva Sud è destinato ad annacquarsi un po’) e un entusiasmo addirittura palpabile.
Legnano gioca a Castellanza e questo non è certo un vantaggio, ma in Supercoppa è andata a mezzo tiro dall’eliminare la big Vigevano. Juan Marcos Casini ha più di quarant’anni (1980) ma la può insegnare ancora a tanti, così come il play Tommaso Marini e l’ala Terenzi. Gruppo esperto, fare attenzione.
Cecina è profondamente rinnovata rispetto alla scorsa stagione (eccezionale finché il Covid ci mise lo zampino) e conta sulla capacità di Roberto Russo di motivare e infondere entusiasmo a qualunque squadra gli sia affidata. Artioli e Banchi porteranno qualità e esperienza, capitan Pistillo è la solita garanzia.
Alba Roero nasce dalla fusione estiva di Alba e Brà, ma sede sociale, campo di gara e strutture restano a Alba dove si è abituati a questo campionato. In Supercoppa ha fatto soffrire la big Vigevano e questo fa ben sperare. Ottima la coppia di piccoli formata da Danna (visto anche in serie A con Biella) e Cortese, esperto e solido il lungo (206 cm) Tarditi.
Terza fascia obiettivo salvezza
Qua si gioca per levarci le penne, pronti però a fare lo sgambetto a qualcuno. Sangiorgese, Oleggio, Borgomanero e Varese.
Sangiorgese è una squadra molto giovane, ma la società è abituata alla serie B e il campo (a S. Giorgio sul Legnano, da non confondere con la Sangiorgese di Porto S. Giorgio) è abbastanza caldo. Coach Roncari cercherà la salvezza fra le mura amiche, contando sull’aggressività e la freschezza atletica della sua squadra.
Oleggio in Supercoppa è stata asfaltata da Omegna, facendo presumere l’appartenenza a due fasce ben diverse, ma prima aveva battuto sia pure di poco la Sangiorgese che ritrova proprio domani alla prima di campionato. Siamo lì, coach Pastorello cercherà di spremere il meglio da un gruppo giovane, senza stelle.
Borgomanero è una squadra di college, come nella denominazione sociale, con tre soli senior accanto a un nugolo di under. Anche qui si dovrà puntare su ritmo e aggressività per sopravvivere in un campionato dove esperienza e fisicità abbondano. Non facile il compito di coach Di Cerbo.
La Robur et Fides Varese, storicamente seconda squadra di Varese e serbatoio di talenti per la prima, punta sui quarantenni Allegretti e Pilotti a far da chiocce a una squadra tutta di giovani e giovanissimi.
I quasi 40 di scarto presi in Supercoppa da Alba fanno presagire una stagione complicata, ma mai dire mai.
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