Italia
Invasione amaranto: è già caos-biglietti
Niente spostamento a Poggibonsi, per il Livorno il 3 ottobre debutto a Castelfiorentino. «Vi daremo 500 posti su 600 totali»
LIVORNO. Cosa ci fa il Livorno in Eccellenza? Se lo chiedono in tanti, a volte ce lo chiediamo anche noi, poi viene da ripensare alle sciagurate gestioni degli ultimi anni e allora tutto sommato è stato molto meglio ripartire dal basso ma liberi.
Resta il problema (non da poco) di far convivere il Livorno in questa categoria. Soprattutto per la massa di tifosi che il Livorno muoverà quest’anno. Se piove di quel che tuona (visti anche i numeri della campagna abbonamenti e la presentazione di giovedì) ci saranno dei veri e propri esodi per ogni trasferta. O almeno l’intenzione è questa. Perché ci sarà da fare i conti con stadi (forse meglio dire “campi”) dove la capienza già è abbastanza bassa, figuriamoci dopo i decreti per limitare il Covid che hanno dimezzato del 50% i biglietti vendibili ai tifosi.
Come ci si esce da tutto questo? Considerate anche che le avversarie del Livorno farebbero carte false per far entrare tutti i tifosi amaranto. È nel loro interesse. Potessero vendere i biglietti a tutti, con una partita coprirebbero metà del budget annuale. E qualcuno anche di più.
Il problema si pone subito per la prima trasferta di campionato, quella del 3 ottobre a Castelfiorentino, debutto degli amaranto in campionato. Viaggio agevole, 70 km, da fare anche in scooter. Cosa accadrà? Nei giorni scorsi si era parlato della possibilità di spostare la partita a Poggibonsi dove la capienza dello stadio supera i 4000 posti ma non se ne farà di nulla. Si gioca a Castelfiorentino, ormai è sicuro.
La situazione ce la spiega Andrea Pucci, direttore sportivo del Castelfiorentino. «Il nostro primo obiettivo è accogliere nel miglior modo possibile i tifosi livornesi. Le dico di più, avevo chiesto in Federazione quasi per provocazione di poter giocare la partita a Livorno. Sarebbe stato anche il modo di onorare la presenza di una società gloriosa come quella amaranto nel nostro campionato». Naturalmente la richiesta (ufficiosa) non è stata neanche presa in considerazione. Di certo per il Castelfiorentino sarebbe stato un affare enorme a livello economico visto che al Picchi si prevedeva un incasso di 40-50mila euro, se non di più.
A Castelfiorentino la capienza è per 1200 spettatori, dunque ridotta a 600 per le misure anti-covid. Sulla carta, alla squadra ospite spettano il 10% dei biglietti, dunque appena 60. Ma Pucci garantisce: «Faremo il massimo per ospitare i tifosi amaranto. Penso che in linea di massima potremo concedere 500 biglietti al Livorno e tenerne un centinaio per noi». Oggettivamente, sarebbe una decisione da accogliere con un “grazie di tutto”.
Pucci ci ride su: «Guardi, io sono un grande tifoso del Livorno. Sa chi è mio suocero? Silvio Cei (67 presenze in amaranto nelle stagioni 1981-82 un bel terzino, ndr) e lui mi parla sempre con grande passione della maglia amaranto. Per intenderci, se c’è Livorno-Pisa, io sono sfegatato per il Livorno...».
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