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Bentornato a casa Protti ha detto sì, sarà il club manager con Toccafondi

Alessandro Bernini
Bentornato a casa Protti ha detto sì, sarà il club manager con Toccafondi

Il presidente: «Questo è il nostro primo grande acquisto» La scelta di cuore di Igor: «Per me è come rinascere»

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Alessandro Bernini

livorno. Sorride Paolo Toccafondi, mentre stringe la mano a Igor. «Questo è il nostro primo grande acquisto». Già, “il nostro”. Di una squadra, di una società, di un popolo. Igor Protti torna a casa sua. Aveva scelto di andarsene quando ormai l’aria dentro l’AS era irrespirabile. Questione di dignità. E lui, su certe cose, non transige.

Torna in amaranto dopo la svolta societaria e non è certo un caso. Toccafondi lo aveva chiamato subito, lunedì il primo incontro, con Igor che si prende 24 ore per pensarci. Ma non c’è bisogno di una notte di riflessione, chi lo conosce garantisce che il suo cuore ha iniziato a battere subito dopo quella chiamata di Toccafondi. E ieri, in un incontro andato in scena allo stadio, Protti si è presentato da Toccafondi con il “sì” stampato sul volto. Non torna per soldi (potete immaginare i contratti in Eccellenza...), non torna per la categoria. Torna per amore della maglia. Sarà il club manager, vivrà a contatto con squadra e staff, si rapporterà con l’allenatore Buglio, con i giocatori e naturalmente con Toccafondi. Cercando di infondere in tutti loro un po’ di sana livornesità. Proprio come vuole anche Cristiano Lucarelli, uno che ha dato una grossa mano (anzi, diciamo pure due mani) a questa rinascità.

L’incontro allo stadio è stato abbastanza rapido, una mezzoretta per sistemare tutto. «Essere qui e tornare allo stadio in questa società è come rinascere», ha confidato. «Purtroppo avevo capito da molto cosa ci sarebbe successo, ma noi siamo abituati a dover stringere i denti, ce la faremo anche questa volta». Sì, ce la faremo. Chi voleva uccidere il Livorno, non ci è riuscito. E ora il passato non ci interessa più.

La notizia del ritorno di Protti è stata accolta con grande entusiasmo dalla tifoseria. Già stamani, dopo la nostra anticipazione, i social sono stati bombardati di messaggi di gioia. Igor è una bandiera ma Igor è anche una garanzia. Il Livorno ha fatto quattro retrocessioni negli ultimi sette anni (una roba vergognosa) e guarda caso in tutti i quattro casi Protti non era nell’organico della società. C’era invece quando siamo tornati in serie B nel 2018, c’era quando ci siamo salvati miracolosamente nel 2019 (con Diamanti), guarda caso non c’era l’anno successivo quando siamo ri-sprofondati in serie C. E figuriamoci se c’era lo scorso anno, in una società che è diventata la barzelletta dell’Italia facendoci ricoprire di vergogna giorno dopo giorno, con punti di penalizzazione, retrocessione e cancellazione.

Tolto il marcio, Protti è tornato. C’è aria nuova. Ora tocca a questa società dimostrare di poter vincere subito, ma di certo in città si respira un entusiasmo che mancava da anni. Avanti Us.

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