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calcio: il personaggio 

Castorani, una favola cecinese «Dalla gavetta all’Ascoli in B»

Alessandro Lazzerini
Castorani, una favola cecinese «Dalla gavetta all’Ascoli in B»

Il centrocampista dopo il settore giovanile all’Empoli è esploso a Francavilla  «In bianconero troverò Federico Dionisi: vuole il cento per cento poi vedremo»

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Alessandro Lazzerini

LIVORNO. Da poco meno di un mese Manuele Castorani è un giocatore dell’Ascoli, che parteciperà al prossimo campionato di serie B.

Una vetrina di primo livello e un’occasione nella serie cadetta che può permettergli di sognare sempre più in grande. Ma ciò che rende questo risultato ancora più speciale per il 22enne cecinese è il percorso che lo ha portato nelle Marche.

l’avventura

La sua avventura nel calcio dei grandi, dopo tutta la trafila nel florido settore giovanile dell’Empoli, è iniziata dai dilettanti, dalla serie D e dalla maglia rossoblu del Ponsacco.

«La gavetta è stata fondamentale – racconta il centrocampista – Ho fatto parte di una squadra veramente forte che per due anni ha sfiorato la vittoria del campionato. E poi trovarsi a diciassette anni in un gruppo di adulti ha accelerato incredibilmente la mia crescita come giocatore e come uomo soprattutto. Mi ha forgiato caratterialmente, rendendomi più forte in quei momenti in cui sarei potuto crollare».

Ed il primo momento di difficoltà per Castorani, arriva proprio l’estate successiva alla parentesi pisana, quando le sue prestazioni in campo gli permettono di avere attenzioni da tanti club di categoria superiore, ma un infortunio lo costringe ai box.

«Sì, dopo Ponsacco sono stato un’estate intera a curare dei problemi fisici che mi portavo dietro da tempo e sono ripartito da Ligorna in serie D. Fortunatamente a metà stagione è arrivata la chiamata del Francavilla in C, per questo non ringrazierò mai abbastanza il direttore sportivo Mariano Fernandez che mi volle a tutti i costi. I primi sei mesi posso definirli di assestamento in una categoria nuova, in una piazza comunque davvero eccezionale, come gruppo e come ambiente in generale. E nella seconda stagione in Puglia si sono visti i risultati anche a livello personale».

l’ultimo campionato

Nell’ultimo campionato nella terza categoria nazionale, infatti, il centrocampista cecinese ha rappresentato un punto fisso della formazione biancoceleste, con 34 presenze e 6 gol, un numero notevole per una mezz’ala.

«Sinceramente credo che nei avrei potuti fare anche di più. In serie C c’è un gioco più tecnico, più organizzato e con maggiore qualità, più adatto alle mie caratteristiche, per questo sono riuscito a spiccare maggiormente rispetto anche alla D dove magari ci sono più fisicità e lanci lunghi. Sono maturato molto sotto ogni punto di vista, anche perché è stata una stagione molto dura soprattutto per l’emergenza sanitaria. Una volta terminato il campionato non vedevo l’ora di tornare a casa per godermi un po’ di relax con la famiglia che mi è mancata molto nell'ultimo anno e per ricaricare al meglio le pile in vacanza con gli amici di sempre».

il futuro è adesso

Energie da ritrovare, fisiche e mentali. Per una stagione che può realmente rappresentare la svolta della sua carriera, in una piazza come Ascoli, ambiziosa e di grande tradizione. «Avevo più di una proposta in serie B, ma ho scelto i bianconeri proprio per questo motivo. E’ una società storica, con una città che sta sempre vicina alla squadra e dei tifosi incredibili, per un giovane credo non ci sia possibilità migliore. Darò il massimo per trovare spazio e poter dimostrare tutto il mio valore».

vecchie conoscenze

Il capitano degli ascolani è una vecchia conoscenza del Livorno, vale a dire quel Federico Dionisi che in amaranto ha fatto faville, così come anche la guida tecnica dei marchigiani, Andrea Sottil. «Chi lo ha visto a Livorno lo conosce bene il mister. Lavora molto sull’intensità e vuole sempre il 100% in ogni allenamento, soprattutto in questo periodo di preparazione. I miei obiettivi? Per scaramanzia non dico niente. Ho già visto che c’è un’altra qualità e un altro ritmo rispetto alla C, ma sto cercando di adeguarmi fin da subito. Voglio vedere questa opportunità come l’ennesimo trampolino di lancio. Senza troppi programmi. Certo, sognare non costa niente».

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