Il Tirreno

Livorno

L’intervista  

Quarto agli Europei e due titoli italiani Raul non lotta a Caso «Sogno i Mondiali»

Alessandro Lazzerini
Quarto agli Europei e due titoli italiani Raul non lotta a Caso «Sogno i Mondiali»

Il sedicenne nato a Cremona è la nuova promessa  «Devo tutto a Igor Nencioni, ma devo ancora migliorare»

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Alessandro Lazzerini

LIVORNO. Raul Caso, classe 2005, nato a Cremona, ma livornese d’adozione, è uno dei migliori prospetti della lotta labronica, tesserato per il Gruppo Lottatori Livornesi di Igor Nencioni.

Il talentino amaranto in questa stagione ha conquistato due titoli italiani, uno nella categoria Cadetti, quella di appartenenza e uno nella categoria Juniores, con atleti più esperti. Nelle settimane scorse si è poi ben distinto ai Campionati Mondiali a Budapest nella categoria Cadetti –71 kg.

«Complessivamente è stata una buona manifestazione per me – racconta Caso – Ho vinto l’ottavo di finale per 2-0, ma una volta arrivato ai quarti contro l’iraniano Archi ho perso 5-3 in un match equilibratissimo. Una volta ripescato per la finale 3°-5° posto, ho superato il georgiano Natobidze, ma non sono riuscito a conquistare il bronzo perdendo contro il kazako Bexultanov, a causa di una partenza negativa con un break di 7-0, ho provato a rimontare ma alla fine ha prevalso lui per 8-3. Mi sentivo bene fisicamente, ero nella condizione migliore, per questo mi reputo soddisfatto, ma non completamente».

Un risultato comunque in crescita dopo un Europeo non andato benissimo.

«Sì, l’Europeo è stata una gara proprio da dimenticare per me. Ero un po’ teso, ho sentito troppo la pressione di dover far risultato che mi ha portato ad essere un po’ bloccato. Per questo ho lavorato molto con il mio mental coach, Robert Spedicato, e devo dire che a livello mentale già al Mondiale ho fatto passi da gigante».

Seguito come sempre da Igor Nencioni.

«Per me è fondamentale. Lo ringrazio insieme a tutti gli allenatori della nazionale, ai miei compagni di squadra e tutti quelli che mi sostengono. Sportivamente parlando a Igor devo tutto. Dedica anima e corpo ai nostri allenamenti e personalmente riesce a motivarmi come nessun altro fa. Ad ogni gara mi sento sempre pronto sotto tutti i punti di vista e la carica che mi dà è proprio la spinta in più. Ogni giorno lavoriamo per migliorare».

Quali sono gli aspetti su cui lavorare maggiormente per arrivare in zona medaglie?

«Sicuramente la difesa a terra. È il mio tallone d’Achille e si è visto proprio nella finale contro il kazako che invece in quel fondamentale eccelleva. Poi essendo molto giovane, ovviamente ho margini di miglioramento in tutti gli aspetti, ma sto già lavorando in vista delle prossime gare. Farò uno stage di allenamento in Ungheria con il Gruppo Lottatori Livornesi e successivamente ce ne sarà un altro nella nostra palestra a Livorno.

Quali sono quindi le prossime manifestazioni su cui fissare il mirino?

«Il prossimo anno ci saranno, oltre ai campionati italiani, anche gli Europei e Mondiali Cadetti, sarà il mio ultimo anno in quella categoria e voglio chiudere alla grande. Essendo un 2005, quest’anno mi sono trovato spessissimo avversari di un anno più grande, cosa che il prossimo anno non accadrà. Sul calendario ho cerchiato in rosso la data dei Mondiali che molto probabilmente si svolgeranno a Roma. Fare risultato in una manifestazione così, in casa, sarebbe un sogno e lavorerò per quello.

Un anno ed un’estate pieni di impegni.

«È stato un anno lungo e difficile, soprattutto per l’emergenza sanitaria. Frequento il Liceo Linguistico Enriques e in questa situazione conciliare i due impegni è stato ancora più difficile, ma ho messo grande impegno. Non ho molto tempo libero, ma appena riesco a ritagliarmi un po’ di spazio non vedo l’ora di uscire con i miei amici, come ho fatto in questi giorni di riposo. Amo viaggiare e spero di poterlo fare il prima possibile. Di sicuro il prossimo anno, voglio andare a Roma…».

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