Italia
Pielle rullo compressore «Ora stiamo proprio bene»
LIVORNO. Andrea Da Prato può godersi in tranquillità il buon momento della Unicusano Pielle. Nonostante la sconfitta alla prima giornata e qualche impaccio nelle due partite successive, la sua squadra ha terminato la prima fase come un rullo compressore, vincendo le restanti 5 gare con uno scarto medio di 22,4 punti a gara. «Quando dicevo che le prime partite sarebbero state per noi una sorta di precampionato non era per accampare scuse. Ma era evidente che con una squadra dal quintetto base completamente nuovo avremmo avuto bisogno di una preparazione più lunga e di qualche amichevole. Invece, in questa stagione così particolare, ci siamo ritrovati in campo con i due punti in palio dopo meno di tre settimane dal raduno».
Ora però sembra che tutto questo sia alle spalle. Anzi, parrebbe che la squadra sia arrivata all'apice della forma proprio al momento giusto. Da domenica si gioca per la promozione....
«Non so se siamo all’apice della forma, anzi penso che dal punto di vista tecnico potrebbero esserci altri margini di miglioramento. Certo è che in questo momento stiamo bene, lo dimostra il fatto che nelle seconde metà partita quasi sempre segniamo più che nella prima. Anche in difesa abbiamo aggiunto qualcosa e, a parte la distrazione del primo tempo di Lucca, lo stiamo vedendo».
Otto partite, otto finali. Una formula anomala ma avvincente. Chi teme di più fra le altre cinque?
«Mi verrebbe da dire Siena, intanto perché è l’unica oltre a noi che si porterà dietro 4 punti e poi perché è inevitabile ripensare a quella serie finale di tre anni fa, persa da noi solo in gara 5. Ma non si può certo escludere Agliana, giocatori insieme da una vita e che si conoscono a memoria. Castelfiorentino è una squadra abituata ai climi da finale e pure Legnaia, anche se parte a zero punti è comunque una squadra che può dare fastidio, perchè riescono sempre a farti giocare non come vorresti».
E se venissero riaperti, magari parzialmente, gli impianti?
«Sarebbe un sogno. Nessuno è danneggiato come noi dal giocare a porte chiuse». —
Fr. Pa.
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