Italia
Blondett strappa il foglio degli schemi «A Lucca va vinta con cuore e testa»
Il difensore appare in crescita e nelle ultime due partite il reparto ha dato risposte importanti «Inutile fare calcoli, vanno vinte tutte e quattro. Amelia? Ci ha portato il suo entusiasmo»
Fabrizio Pucci
livorno. Edoardo Blondett alla vigilia del derby-verità con la Lucchese indica la strada per provare a vincere questa sfida senza appello: «In partite come questa la tattica lascia spazio ad altre componenti. Dovremo vincere ogni duello individuale perché il calcio è anche questo. Sarà fondamentale capire i singoli momenti della partita e a tenerla in piedi e viva fino all’ultimo secondo. Le motivazioni, lo stato di forma, la voglia di rimanere aggrappati a qualcosa di importante possono fare la differenza».
Che Lucchese si aspetta?
“Hanno giocato spesso col 3-5-2 tranne l’ultima partita nella quale hanno cambiato modulo, ma questo non è un problema: stiamo preparando tutto per farci trovare pronti».
Con la Pro Sesto nel mirino?
«Sì anche se in realtà noi dobbiamo pensare a fare punteggio pieno: questo è ciò che dipende da noi. Quello che non dipende da noi sono i risultati delle altre. Noi comunque dobbiamo provare a fare l’impresa lavorando come adesso. Se andiamo ai playout vediamo a chi toccherà l’ingrato compito di affrontarci...».
Nello spogliatoio come vivete quest’obbligo di vincere sempre?
«Nella maniera giusta: con grande spirito di sacrificio e unione di tutto il gruppo. C’è Tanta voglia di lavorare, di metter la testa fuori e di fare qualcosa di importante perché ce lo meritiamo noi, se lo merita questa città e se lo meritano questi tifosi. E’ nelle nostre corde fare l’impresa per potenzialità e caratteristiche».
Voi esperti come gestite i giovani in questa fase così delicata?
«È’ un vantaggio averli perché dànno quel pizzico di leggerezza e spensieratezza che magari non ti porta a chiuderti e a buttarti giù e ti fa tenere sempre vivo. Queste due vittorie hanno portato entusiasmo e consapevolezza in ognuno di noi».
Quando avete capito che avreste potuto lottare ancora?
«A livello di prestazioni e di carica, di voglia non siamo mai venuti meno. Forse siamo stati puniti da alcuni episodi. Al minimo errore venivamo castigati, ma la strada che ci ha portato a queste due vittorie è stata costruita mattoncino dopo mattoncino con partite che ci facevano vedere una piccola luce anche non arrivavano i risultati. Il cambio di passo è arrivato con la nuova penalizzazione che ha fatto scattare una reazione di istintivo, puro orgoglio in ognuno di noi. Però dietro c’è tanto lavoro quoditiano, un impegno che non è mai mancato».
Cosa ha portato Amelia?
«Una ventata di entusiasmo e di carica che si portava dentro perché vive questo ambiente da tanti anni. Ci ha trasmesso consapevolezza e senso di resposanbilità. Ha parlato con ognuno di noi. Ha chiesto tanto e ci ha fatto sentire protagonisti. Non è poco». —
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