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Non c’è tempo per sognare Sulla strada della Libertas ci sono Imola e Moretti
Dopo la vittoria su Omegna Garelli esalta la faccia dei suoi «Sono orgoglioso della squadra, ma tra 48 ore...»
Andrea Masini
LIVORNO. Partiamo dalla classifica. E da un terzo posto che, a 7 giornate dal termine della regular season e con 8 lunghezze di vantaggio sull’ottava posizione (l’ultima disponibile per accedere ai playoff…), è un gran bel vedere.
Merito di una squadra, la Libertas 1947, che ha saputo reagire alle difficoltà, in particolare al grave infortunio di Riccardo Castelli (tendine d’Achille), e ad alcuni imprevisti di natura muscolare come quello che ha costretto al forfait Davide Marchini, in dubbio anche per l'imminente trasferta di Imola.
Due assenze pesantissime per la Opus, compensate da un atteggiamento encomiabile e dalla fortissima iniezione di fiducia trasmessa a metà gara da coach Gigi Garelli. Perché il merito di due punti placcati d’oro, strappati alla Paffoni Omegna mercoledì sera, è senza dubbio dei giocatori, ma anche e soprattutto di un manico esperto e impeccabile nella gestione delle risorse a disposizione: «Alla resa dei conti - ha commentato coach Garelli - il risultato finale è ciò che tutti vedono e che balza all’occhio, però questa era una partita che, anche ad armi pari, potevamo perdere, al cospetto di un roster di grande qualità e molto profondo. Ed è per questo motivo che sono orgoglioso dei miei ragazzi, bravi a reagire a una prima fetta di gara complicata sotto molteplici aspetti. Quando si litiga con il ferro e non si riesce a fare canestro con continuità, non è mai semplice cambiare marcia. L’unica arma in nostro possesso era quella di alzare l’intensità in difesa, pure a costo di spendere qualche fallo in più, per giocare in transizione e meno a difesa schierata».
Il risultato? Sette punti realizzati da Omegna nel terzo quarto e 15 in 18 minuti, fino alla tripla di Del Testa a due minuti dall’ultima sirena con la partita già in ghiaccio.
Un tripudio difensivo, figlio di uno spirito di sacrificio da manuale del basket di chiunque abbia messo piede sul parquet anche solo per pochi minuti (vedi Onojaife e Bonaccorsi): «Oltre a Ricci e Ammannato, cito Luca Toniato – ha proseguito l’ex allenatore di Crema – che rispetto alle precedenti partite ha segnato meno ma si è sbattuto in difesa, strappando rimbalzi fondamentali e giocando per diversi minuti da 4 nel momento in cui abbiamo dovuto rinunciare a Salvadori gravato di falli. Questo è l’atteggiamento che ci deve contraddistinguere, nel bene o nel male. Omegna, prima della sconfitta con Piombino, arrivava da 9 vittorie nelle ultime 10. Parliamo, dunque, di un gran bel successo (il sesto consecutivo per la Libertas 1947, ndr), che però fa subito spazio a un altro impegno difficile sul campo di Imola».
Tra 48 ore, infatti, la Opus salirà sul pullman con destinazione Pala Ruggi, tana di un’Andrea Costa reduce da due ko di fila e tutt’altro che tranquilla per vicende legate al Covid.
Altra formazione – diretta dall’ex coach di Basket Livorno, Paolo Moretti – allestita in estate con ambizioni di vertice, ma che strada facendo, dopo un avvio scoppiettante, si è un po’ persa. In tal senso servirà lo stesso cuore che la Opus ha messo contro Omegna; Marchini lavorerà in questi due giorni per esserci, ma le speranze di vederlo in campo - oggettivamente - non sono molte. Più probabile che lo rivedremo il 2 aprile a Oleggio, in occasione del recupero della 1° giornata della seconda fase.
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