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Dal Canto thriller, dal rischio alla conferma E stavolta allo stadio si vede soltanto Aimo

Gianni Tacchi
Dal Canto thriller, dal rischio alla conferma E stavolta allo stadio si vede soltanto Aimo

Assente il presidente Heller che è rimasto a Roma a guardare la partita in tv: «Un pareggio che fa male. Favilla? Spero di avere una risposta nei prossimi giorni» 

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il caso

Gianni Tacchi

Alle 18.14 di ieri la panchina di Alessandro Dal Canto, confermato a inizio settimana dopo un po’ di incertezza all’interno della società, era davvero in bilico. Passare da 2-0 a 2-3 e perdere la quarta partita consecutiva, dopo quelle con Lecco, Piacenza e Juventus under 23, probabilmente sarebbe stato fatale, nonostante l’imminente impegno di mercoledì a Novara. È stata la zampata di Dubickas, uno a cui bisogna assolutamente aggrapparci per non retrocedere, a salvare il Livorno e di conseguenza Dal Canto. Un gol fondamentale per non affondare, un gol pesante per restare compatti.

Oggi i numeri non sono dalla parte di Dal Canto, è vero, ma non bisogna dimenticare i mesi di lavoro tra stipendi che non arrivavano, dirigenti che parlavano senza un minimo di concretezza, ragazzi della Primavera che dovevano essere di contorno e invece si sono ritrovati titolari. A questo punto serve però una svolta, sperando di ripartire proprio dal gol dell’attaccante lituano nel recupero. Di certo il gruppo è unito, compatto: si è visto soprattutto nell’esultanza per il momentaneo 2-0 di Bussaglia, quando tutti si sono alzati dalla panchina e sono andati verso l’ex centrocampista del Cittadella, che a sua volta ha indicato i compagni di squadra in tribuna.

SOLO AIMO ALLO STADIO

Quella di ieri è stata comunque una giornata singolare, non solo per il risultato ma anche per le presenze all’Armando Picchi. Dopo mesi in cui diverse file della tribuna centrale venivano occupate da soci, dirigenti e altri personaggi legati in qualche modo alla società, per la partita con l’Olbia si sono presentati solo in tre. Un socio, l’amministratore delegato Silvio Aimo, e due uomini di campo, il direttore sportivo Raffaele Rubino e il consulente Nelso Ricci. Assenti tutti gli altri, da Giorgio Heller a Roberto Lamanna, passando per Pier Paolo Gherlone e Guido Presta.

«Ho visto la partita da casa, da Roma: non sono riuscito a venire allo stadio per una serie di impegni lavorativi», commenta Heller, che dopo le dimissioni di dicembre è stato rinominato presidente del consiglio di amministrazione. «Un’occasione persa - dice sulla partita con l'Olbia - dispiace più del 6-0 della scorsa settimana, anche perché si trattava di uno scontro diretto per la salvezza ed eravamo andati sul 2-0. Per fortuna è arrivato almeno il pareggio, ma queste sono occasioni che non puoi lasciare per strada. Non voglio entrare negli aspetti tecnici della partita, ma per loro è stato troppo facile segnare tre volte. Ogni volta che prendiamo gol, diventa un dramma. E su questo dobbiamo lavorare, il mister deve lavorare».

STIPENDI E CONTRIBUTI

Adesso gli occhi sono puntati sulla data di martedì 16, entro la quale il Livorno deve versare poco meno di 400mila euro tra stipendi (novembre e dicembre) e contributi. Ci sono quindi due giorni di tempo per fare il punto della situazione e rispettare questa scadenza, sperando che non ci siano problemi come nei mesi scorsi.

Il Livorno non può permettersi un’altra penalizzazione, anche perché un’altra penalizzazione taglierebbe le chance salvezza. «Ci stiamo lavorando», le parole di Heller, che rivela che domani non ci sarà alcun consiglio di amministrazione. «Convocheremo un’assemblea dei soci per la settimana successiva - continua - personalmente sto seguendo la questione societaria e spero di ottenere risultati positivi. Il discorso aperto con Favilla? Va, procede. Spero di avere una risposta definitiva nei prossimi giorni». Già, perché l’imprenditore milanese non ha ancora deciso se portare avanti o meno questa operazione. Futuro che resta in bilico, insomma, ma ora conta soprattutto il versamento di martedì. —

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