C’è la Juve: ma è un’illusione ottica E anche con l’Under ci sarà da soffrire
Dal Canto costretto a cambiare il Livorno vista l’assenza di Evan’s e Gemignani, parte dall’inizio anche Buglio
Fabrizio Pucci
livorno. C’è la Juve, ma è un’illusione ottica. Sono lontani i tempi in cui il Livorno sfidava la Vecchia Signora, quella vera e non questo surrogato chiamato Under 23. Il convento, però, oggi passa questo e forse anche meno, perché gli amaranto sono saliti in Piemonte con l’urgenza di far punti dinanzi a chi di punti che ha quasi il doppio. E come se questa considerazione non bastasse per fotografare le difficoltà della stagione, si è messa di traverso pure la sfortuna che ha ammaccato la fiancata sinistra della carrozzeria amaranto.
Così Dal Canto, contemporaneamente privo degli esterni mancini Evan’s e Gemignani fermi ai box per infortunio, sarà costretto a trovare un artificio tattico per ritagliare dimensioni sufficienti a una coperta che è oggettivamente molto corta.
Il numero dei giocatori convocati è assai risicato. Sul pullman per Alessandria sono saliti appena in 16: due portieri e soltanto quattordici giocatori di movimento. Cifre misere che certificano una situazione di emergenza continua nonostante i rinforzi degli ultimi giorni. A confortare Dal Canto e i tifosì c’è la consapevolezza che non è la quantità, ma la qualità dei giocatori a disposizione a fare la differenza. Adesso – come ha dichiarato il ds Rubino in settimana – il Livorno ha una parvenza di squadra vera e questo deve bastare per salvare la pelle oggi al ‘Moccagatta’.
Di elementi di esperienza e di talento, questa squadra ne ha. Mazzarani è il leader di un gruppo rinnovato e consolidato da Blondett (difensore affidabile) e dalla coppia di centrocampisti Buglio-Castellano che abbinano interdizione e costruzione della manovra. Tutte specialità che abbiamo iniziato a intravedere tra la partita di Lecco e quella con il Piacenza: sfide che hanno lasciato solo grande amarezza e zero punti in classifica.
Poteva starci, perché comunque adesso il Livorno ha bisogno di un veloce rodaggio per diventare davvero competitivo. Purtroppo manca ancora un attaccante in grado di segnare quella decina di gol che può traghettare la squadra nel mare della tranquillità. Oggi là davanti è ballottaggio tra Canessa e Dubickas, in attesa di vedere all'opera Bueno nella speranza che la società abbia trovato nel ragazzo di Montevideo il jolly salvavita. Nel frattempo però, bisogno stringere i denti, saper soffrire e liberarsi in fretta delle scorie psicologiche delle ultime due sconfitte. —
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