Heller e Carrano non danno le dimissioni: il Livorno fa un altro passo verso l’inferno
Nessun aumento di capitale e cda rinviato. E si allontana l’accordo tra Navarra e Spinelli per un salvataggio in extremis
LIVORNO. Inutile girarci intorno: qui sembra che ci sia un piano per far morire il Livorno, qui continuano a prendere in giro una città e una tifoseria, qui ci sono 105 anni di storia amaranto trattati in modo irrispettoso da personaggi come Heller e Carrano. Anche ieri ci sono stati i soliti contatti tra le parti ed è andato in scena l’atteso consiglio di amministrazione, ma anche ieri è finita come sempre: niente versamenti nelle casse amaranto e niente dimissioni da parte del presidente Heller e dell’amministratore delegato Carrano, che restano quindi al loro posto. Il problema è che il cda di ieri pomeriggio era una sorta di ultima spiaggia in vista delle scadenze di mercoledì prossimo, quando la società dovrà tirare fuori circa 800mila euro per pagare stipendi e contributi. Navarra e Aldo Spinelli, con il supporto di Aimo, sembravano pronti a riprendere tutto in mano per tentare di salvare il Livorno, a patto però di avere le dimissioni di Heller, Carrano e Mariani, d’altronde non possono mettere soldi in una società gestita da altri. Ma le dimissioni non sono arrivate, il cda avrebbe partorito solo un rinvio a lunedì prossimo e ora il Livorno è a un passo dal fallimento.
IL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
Il cda di venerdì 11 dicemebre è iniziato intorno alle 16 ed è andato avanti fino alle 20. 40, una riunione in videoconferenza che è servita solo ad allungare l’agonia dei tifosi amaranto. Oltre alla coppia Heller-Carrano e al sindaco unico del cda Mastrangelo, erano collegati il vicepresidente e socio di minoranza Aimo e tre avvocati (Gargani in rappresentanza di Navarra, Carriero e Ferreri legati invece a Heller e Carrano). Il risultato? Un passo avanti verso l’inferno. Pensate che all’ordine del giorno c’erano gli emolumenti al sindaco unico, non solo fuori luogo ma anche irrispettoso nei confronti per esempio dei dipendenti della società che non riscuotono lo stipendio da mesi. Qualche reazione dopo il cda? Niente, i cellulari di Heller e Carrano hanno squillato a vuoto per tutta la serata. A proposito di Heller, nei giorni scorsi aveva detto che ci sarebbe stata «una mia decisione in caso di mancato aumento di capitale, perché non si può amministrare una società dove c’è nulla da amministrare». Insomma aveva fatto capire di voler lasciare. Ecco, l’aumento di capitale non c’è stato (i soci avevano tempo fino a giovedì sera per versare il 25% della propria parte) e non c’è stata alcuna decisione di Heller. Le solite parole, ma ormai siamo abituati. E le uniche dimissioni sarebbero state quelle di Gargani, l’avvocato legato a Navarra.
I DUBBI DI NAVARRA
Nel pomeriggio di venerdì è arrivato anche un altro comunicato del gm Mariani, che ha parlato di «risorse della società in giacenza che sono state portate all’attenzione del cda dopo una due diligence di un mese». Ma quali risorse? «Si tratta - ha detto al Tirreno - di oltre un milione e 400mila euro di credito d’imposta che può essere sfruttati già mercoledì prossimo per coprire gli F24, mentre per gli stipendi servono comunque 3-400mila euro dai soci». Mah... A parte il fatto che Mariani è qui da due mesi e solo oggi parla di queste presunte risorse, poi gli stessi Navarra e Spinelli sono molto perplessi. Insomma, neanche questa sembra una via di uscita credibile. E in tutto questo caos anche Navarra avrebbe iniziato ad avere dubbi rispetto a quanto dichiarato nella videoconferenza di mercoledì sera con Spinelli, il sindaco Salvetti e Ghirelli, presidente della Lega Pro. Cos’è successo? In quella riunione Navarra aveva detto di essere pronto a mettere un milione e mezzo nel Livorno chiedendo lo stesso sacrificio economico a Spinelli, disposto a farlo tramite una sponsorizzazione. «Ho organizzato quella videoconferenza - la conferma di Salvetti - dopo aver sentito Ghirelli e aver condiviso con lui la preoccupazione per le sorti del Livorno. In quella riunione c’è stato anche un botta e risposta tra Navarra e Spinelli, ma alla fine i due si sono impegnati a trovare una soluzione che andava formalizzata stamani (ieri mattina, ndr) attraverso il lavoro degli avvocati». Mercoledì si era parlato anche di percentuali, con il 51% a Navarra e il restante 49% ad Aimo, quest’ultimo supportato da Spinelli. Ma ieri pomeriggio Navarra sarebbe entrato nuovamente in conflitto con Spinelli. E così il Livorno ha fatto l’ennesimo passo verso il baratro.
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