Garelli: «Vittoria giusta» Russo replica: «È già tanto essere in questa categoria...»
Il commento dei due coach alla fine del primo derby di campionato E il tecnico del Cecina ricorda la pesante assenza di Gnecchi
LE INTERVISTE
Gigi Garelli - il coach della Opus Libertas 1947 - è visibilmente soddisfatto: «Nella prima metà gara abbiamo pagato un po’ di emozione, io compreso - ammette il forlivese ex Crema - perché nonostante l’assenza del pubblico giocare in un palazzo così imponente genera forti emozioni, e anche un po' di preoccupazione con un solo allenamento fatto sabato pomeriggio. Cecina ha messo in campo tutte le sue qualità, dal ritmo alle individualità di Bartoli e Nwokoye, creandoci qualche problemino di troppo. Molto meglio al rientro dagli spogliatoi, quando siamo riusciti a controllare meglio il ritmo ed imporre il nostro, che non vuol dire giocare soltanto a difesa schierata ma neppure andare a mille per tanti minuti. Anche la difesa mi è piaciuta di più: attenta e puntuale rispetto ad un avvio meno bello ed efficace. La sfida con Piombino? Godiamoci questa vittoria, poi da domani penseremo alla prossima».
Sostanzialmente sereno coach Russo a fine partita, sa bene che non è contro squadre come la Opus Libertas 1947 il suo Cecina deve cercare i punti salvezza. «E' già tanto se ci siamo in questa categoria – borbotta – abbiamo fatto una prima ottima metà partita, dopo l'intervallo lungo il gap fisico e di esperienza fra le due squadre si è fatto sentire».
Calo vistoso nel terzo quarto. Colpa vostra o merito della Libertas? «Indubbiamente in certi frangenti siamo stati ingenui (26 palle perse, n.d.r.) e regolarmente puniti, ma dobbiamo dare a questi ragazzi il tempo per crescere e maturare. Loro hanno avuto il vantaggio di poter cambiare molto giocando sempre lo stesso tipo di pallacanestro, per noi non è così». Quanto ha pesato l'assenza di Gnecchi? «Non è mia abitudine aggrapparmi alle assenze, ma lui è realmente un giocatore troppo importante per noi per poterne fare a meno, specie contro una squadra della caratura della Libertas». —
ANDREA MASINI
FRANCESCO PARDUCCI
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