Di brutto c’è solo la sconfitta La Libertas 1947 è già bella
livorno
Di negativo, per la Libertas 1947, c’è solo il risultato (84-85). E un’ultima difesa non perfetta, che ha lasciato un metro di troppo a Giacomo Eliantonio per mettere la firma su una partita di rara bellezza per qualità del gioco e un’intensità tipica dei playoff. Avvio in ritmo per gli uomini di coach Garelli, bravi a limitare Venucci (ex Don Bosco) e a trovare buone soluzioni dall’arco con Castelli e Ammannato. Gioca bene la Opus, senza strafare e con le rotazioni già ampie al termine del primo quarto (20-14). Dall’altra parte coach Fabbri rimescola le carte e il Golfo ricuce fino al –4 (32-28), senza però mordere la giugulare di una Libertas che riesce a trovare nuova linfa grazie alle giocate di Riccardo Castelli (23 punti, top scorer) e all’aggressività di Francesco Forti (43-32 all’intervallo). La ripresa si apre con un layup dello stesso Castelli e il 2+1 di Ricci che vale il massimo vantaggio dei livornesi (+16, 48-32), in attesa dello show di Bianchi: il capitano del Golfo si carica i suoi sulle spalle e ne mette 8 in fila – compresa la tripla del sorpasso (59-61) –, mentre Libertas, un po’ stanca, incassa 29 punti in 7 minuti. la gara scorre via sul filo equilibrio, ma è la Opus a mettere spesso il muso avanti: salgono in cattedra Marchini, Ricci e Salvadori (mister utilità). Ed è proprio Marchini a realizzare il +2 a una manciata di secondi dalla sirena. Fabbri spende l’ultimo timeout: ovviamente la responsabilità è affidata al talento di Venucci che però, raddoppiato, pesca le mani dorate di Eliantonio (85-84). —
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