Carina nel nome di Miguel, padre e campione: «Nella sua memoria crescono giovani stelle del calcio»
La figlia più grande di Vitulano, ex giocatore amaranto scomparso, fa il bilancio del torneo: «Grazie a tutti, speriamo di tornare a giocare a Stagno»
LIVORNO. «Il nostro babbo diceva: negli Allievi Nazionali si comincia a vedere chi è carne e chi è pesce. In bocca al lupo per le vostre carriere ragazzi». Con queste parole, trattenendo a stento la commozione, Carina Vitulano, la più grande delle tre figlie dell’ex campione, ha voluto omaggiare le quattro squadre finaliste (Genoa, Parma, Empoli e la vincitrice Città di Pontedera) del 12° Memorial che porta il nome del padre Miguel, giocatore infinito scomparso troppo presto. Il torneo si concluso domenica mattina con il successo dell’Us Città di Pontedera. Ma questa edizione, è stata senza dubbio la più complicata da organizzare e portare fino alla premiazioni finale.
«In un anno così strano, nel bel mezzo di una pandemia mondiale e con tutta una serie di protocolli sanitari e logistici da rispettare – ammette Carina – organizzare il torneo non è stato affatto semplice». Poi l’ex arbitro internazionale, pioniera dei fischietti femminili in Italia svela la formula che ha permesso che tutto filasse liscio.
Come avete fatto?
«È grazie alla testardaggine mia, della mia famiglia e degli amici ci siamo comunque riusciti ed è stato bellissimo esserci, ancora una volta. In tal senso, ci tengo a rivolgere un sentito ringraziamento alla federazione per il costante appoggio, specie nel momento in cui si è deciso di formalizzare il tutto in appena 15 giorni. Volevamo ad ogni costo dare continuità al torneo e permettere alle squadre partecipanti di preparare i rispettivi campionati attraverso una kermesse di qualità, rispettando la tradizione del Memorial Vitulano. Il meteo non ci ha aiutato, ma tutto è andato nel verso giusto e questo è l’aspetto più importante».
Il mese di settembre, per quel che riguarda il calcio giovanile, è oramai sinonimo di Miguel Vitulano. Una bella consuetudine costruita negli anni...
«Non si muore mai, se la gente continua a ricordarti la città, come tutti noi, aspetta con impazienza il torneo in memoria di nostro padre e il Covid non poteva fermarci. Anzi, a causa dei protocolli assai rigidi (almeno 6 ore di differenza tra un match e l’altro per svolgere le operazioni di sanificazione degli ambienti…) non è stato possibile organizzare due gironi da quattro. La Fiorentina all’ultimo tuffo ha rinunciato, ma al tempo stesso avevamo l’Atalanta che premeva per essere presente. Siamo stati costretti a dire no all’Inter e al Sassuolo, quindi ci auguriamo già dal 2021 di poter tornare alla formula a 16 squadre (4 gironi da 4), accogliendo anche formazioni estere. Già quest’anno, ed era già tutto pronto, avrebbe dovuto partecipare una squadra cinese».
Il dodicesimo Memorial Vitulano si è svolto sui campi di Pontedera (Marconcini), Collesalvetti, Magnozzi e Banditella. Una necessità o un passo indietro?
«Prima di tutto è giusto fare uno speciale ringraziamento a tutte quelle società che ci hanno ospitato quest’anno: l’U. S. Città di Pontedera, l’Etruria, il Picchi e la Pro Livorno 1919 Sorgenti per le fasi finali. Purtroppo in città la situazione dei cambi in erba è tutt’altro che felice. E il mio babbo, quando rivestiva i panni di dirigente, lo diceva sempre: quando si valuta la partecipazione ad un torneo, la prima cosa è assicurarsi della condizione dei campi per tutelare innanzitutto la salute dei ragazzi. La speranza, dunque, è quella di riportare il torneo in pianta stabile nella nostra città, come per molti anni abbiamo fatto al centro sportivo di Stagno». L’appuntamento dunque è già fissato al prossimo anno.
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