Troppi giocatori già sotto contratto: senza vendere non si può acquistare
In C non si possono avere più di 22 elementi nella rosa il Livorno ne ha già 20 a libro paga, e mancano due portieri
LIVORNO
«Prima di fare acquisti dobbiamo sfoltire la rosa». In questi ventuno anni di gestione Spinelli quante volte abbiamo sentito la litania del presidente? Decine e ci teniamo bassi. D’altronde lui il mercato l’ha sempre fatto così per via di quell’inossidabile abitudine di tenere d’occhio il bilancio della società.
Di certo quella frase la risentiremo anche nelle prossime settimane; stavolta non solo per esigenze economiche, ma anche per necessità e rispetto del regolamento dei tesseramenti. E questa, come vedremo e come è ampiamente comprensibile, non è una buona notizia.
A luglio inoltrato, mentre il Livorno scendeva in campo per onor di firma in serie B, l’Assemblea dei club di serie C ha approvato una risoluzione che conferma la norma della cosiddetta ‘lista bloccata’.
In sostanza ogni squadra non potrà avere più di 22 giocatori in rosa. Il numero sale a 23 se una società vi include un giovane nato dal 1 gennaio 2001 con cui stipula un contratto professionistico. E proprio il contratto da professionista – e non l’età dei giocatori – è Il fattore dirimente, ai fini del conteggio dei numero dei calciatori in rosa. Per chi non rispetta il regolamento sono previste sanzioni che vanno dai 10mila ai 50mila euro.
Questa regola ha conseguenze pesanti sul mercato del Livorno che al momento risulta ingessato perché la rosa è già quasi completa, visto che sono venti i 'professionisti' sotto contratto: Boben, Di Gennaro, Bogdan, Porcino, Agazzi, Murilo, Mazzeo, Braken, Morelli e Marsura. A questi dobbiamo aggiungere i dieci giocatori che rientrano dai prestiti: Romboli, Gonnelli, Gasbarro, Parisi, Bresciani, Rizzo, D’Angelo, Maiorino, Raicevic e Canessa.
In teoria ci sarebbero due posti liberi, ma in questo elenco, per esempio, mancano due portieri (Lukas Zima poteva sulla carta essere riscattato ma il Livorno ha deciso di lasciarlo libero), per cui siamo già a tappo.
Per questo motivo il direttore sportivo Cozzella da qui alla fine del mercato vivrà settimana bollenti.
Il guaio vero è per il Livorno non sarà facile liberarsi di alcuni giocatori, prigionieri di un ingaggio alto e oltretutto reduci da una stagione negativa. Situazione resa ancor più grave dal fatto che è quasi tutto l’attacco ad essere composto da elementi da cedere. Basti pensare a Raicevic, Mazzeo e Braken: contratti pesanti e 3 gol in 3 l’anno scorso.
La regola nel numero chiuso rischia di mandare a gambe all’aria l’idea della società di rinnovare il contratto a Luci. Tecnicamente, il capitano potrebbe firmare anche subito, perché ci sono ancora due posti liberi, ma è chiaro che il Livorno si è preso tempo perché vuole capire bene che piega prenderà il mercato. Una possibilità di ‘ripescaggio’ di Luci ci sarebbe, ma è remota e legata a condizioni del tutto particolari.
Ad aprire uno spiraglio per la sua permanenza in amaranto è il suo status di svincolato che gli permetterebbe di firmare anche dopo la chiusura della finestra di mercato (fissata per il 5 ottobre), ma solo se la lista dei tesserati amaranto fosse ancora incompleta.
E quest’ultimo cavillo regolamentare rischia di richiudere subito quel famoso spiraglio. Insomma: mai come quest’anno ci sarà davvero da muoversi con rapidità e scaltrezza al capitolo cessioni. Altrimenti si rischia di non poter neanche rinforzare la squadra. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
