Da Plizzari a Braken: seconda occasione lunga 10 partite per chi a Livorno ha solo deluso
Anche Di Gennaro, Viviani e Mazzeo nella lista dei flop Tre di loro hanno il contratto anche per la prossima stagione
LIVORNO. Proviamo a far finta che da agosto a marzo non sia successo niente e che dal 20 giugno inizi un nuovo micro campionato di 10 giornate che il Livorno deve vincere a tutti i costi. Resettiamo e dimentichiamoci dell’ultimo posto e delle quattro misere vittorie in 28 giornate. Si riparte da zero e molti di quei giocatori che fino alla sospensione del torneo avevano deluso le attese, devono fare altrettanto nella consapevolezza che il caso – sotto forma di pandemia – stavolta ha concesso loro una irripetibile possibilità di riscatto. Ne abbiamo scelti cinque in rappresentanza di tutti i ruoli: portieri, difensori, centrocampisti e attccanti.
ALESSANDRO PLIZZARI
La media di quasi due gol incassati a partita vale già una mezza condanna. La sua posizione è alleggerita dal fatto che è un ragazzo di 20 anni e che il suo dualismo con Zima è stato gestito male da Breda. Ha iniziato la stagione in panchina. Ai primi errori del collega, è diventato titolare.
È accaduto nel giorno della rocambolesca sconfitta interna con il Chievo: un 3-4 che ha cui ha contribuito con almeno due incertezze fatali. Morale: è tornato subito a sedersi in panca fino al 30 novembre quando Breda lo ha gettato nella mischia a Cremona. Al 95’ con un guizzo felino salvò la squadra da una immeritata sconfitta, ma fu l’unica luce in un campionato pieno di ombre. Incerto nelle uscite, sufficiente e poco più tra i pali, di lui si ricorda solo la buona prestazione a Verona con il Chievo. Deve riscattarsi.
MATTEO DI GENNARO
14 presenze, tutte da titolare. Annus horribilis per il difensore ascolano. Procura il dubbio rigore che costa la sconfitta al debutto sul campo dell’Entella e alla terza giornata ad Ascoli si mangia il gol del pareggio, ma gioca titolare fino al patatrac con il Chievo. Amaranto avanti 3-1 e in gestione del match, ma ‘DiGe’ solissimo nella propria metà campo, vuole dribblare Meggiorini. Palla persa, gol del 2-3 e inizio della rimonta gialloblù. Breda, suo mentore, lo mette fuori. Rientra a Cittadella e gioca (male) un tempo con la Juve Stabia il 2 novembre. Rivede il campo a fine dicembre a Empoli. Contro l’Entella si fa espellere dalla panchina e si busca tre turni di squalifica. Titolare senza sbavature nelle ultime tre partite prima della lunga sosta. Deve ripartire da lì.
FEDERICO VIVIANI
9 presenze, 0 gol. Finalmente libero da lunghi infortuni, debutta il 29 ottobre nel finale di Cittadella-Livorno. Mette minutaggio entrato a partita in corso anche a Venezia dove gioca bene e sfiora il gol del pari. La prima da titolare arriva il 23 novembre con il Trapani. Il Livorno perde male contro una squadra imbarazzante. L’ex romanista viene sostituito da Breda nell’intervallo. La sua stagione prosegue senza acuti fino alle ultime due partite giocate dal primo minuto: a Perugia a fine gennaio e con l’Ascoli il primo febbraio.
SVEN BRAKEN
19 presenze di cui 13 da titolare, 1 gol e 1 assist. Faccia da attore di soap opera, se segnasse per quanto è bello, il Livorno sarebbe al posto del Benevento. Debutta – non malissimo – ad Ascoli, ma si capisce che lui è abituato al calcio olandese dove i difensori osservano il distanziamento sociale anche senza Covid-19. Non incide mai. Colpisce un’autotraversa nel derby vinto con il Pisa. Tre giorni dopo si mangia un gol a Cittadella sullo 0-0 solo davanti a Paleari. Il suo giorno perfetto è il 18 gennaio con l’Entella: segna, e fa segnare. Ma si divora anche un gol in un primo tempo finito solo 3-1 quando gli amaranto avrebbero potuto chiuderlo agilmente sull’8-1. Propizia il 2-1 di Marras a Pordenone. Ma non incide. Tulipano, quando sbocci?
FABIO MAZZEO
10 presenze, 1 gol. Dieci partite a disposizione anche dell’attaccante salernitano per farsi perdonare il rigore sbagliato alla seconda giornata con il Perugia e tutta una serie di prestazioni sbiadite. Unico top, tra tante giornate flop, l’eurogol segnato con il Trapani all’Ardenza. Per il resto rapporti tesi con Breda (il ragazzo si rifiutò di entrare in campo nel finale di partita sul 3-4 e il mister non la prese bene) e con i tifosi per via della foto della curva del Foggia postata sul proprio profilo Instagram nel momento peggiore della stagione amaranto. Ora c’è l’ultima chance.
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