Ceravolo a Spinelli: «Caro Aldo, se decidi di restare devi scegliere i dirigenti giusti...»
Sconfitto il Covid, l’ex direttore sportivo amaranto è di nuovo al lavoro «Difficile cedere oggi una società, ma Livorno può risalire»
LIVORNO. Nel 2008 costruì lo squadrone che tornò in serie A dopo appena un anno di purgatorio tra i cadetti. Nel 2016 arrivò a gennaio senza riuscire a salvare la squadra dalla retrocessione in C, ma i suoi acquisti nell’estate dello stesso anno posero le basi per il ritorno in B del 2018. Il legame del direttore sportivo Franco Ceravolo con il Livorno è saldissimo: «Voglio molto bene alla società e ai tifosi. Questa è una piazza da serie A e vederla a un passo dalla C fa male».
Tre mesi fa era in lotta con il Coronavirus. Guerra vinta?
«Sì. Ora sto bene, benissimo. E là a Livorno? Spinelli vi dà sempre tanto da lavorare eh».
Già. L’ha più sentito?
«L’ho visto qualche volta a Montecarlo. In quelle occasioni mi ribadì la sua intenzione di cedere il Livorno, ma ogni volta che parliamo dice sempre di voler andare via».
Ultimamente si è spinto oltre visto che vuole consegnare le chiavi al sindaco.
«Il bilancio del Livorno è sano. Il sindaco Luca Salvetti è un grande tifoso amaranto per cui sono certo che troverebbe una soluzione».
Vive da sempre nel mondo del calcio. Sa se ci possono essere alternative serie a Spinelli?
«Purtroppo no. Oggi nel calcio si investe male. Chiarisco subito: in serie A le società vivono bene. In serie B sopravvivono. La serie C, per dirla con le parole di Spinelli, è in bagno di sangue perché non ci sono contributi e si rischia tutto sul piano economico».
Quindi la retrocessione è devastante anche sul piano economico?
«Esatto. E questo complica la situazione nell’ottica dell’eventuale cessione della società. Il Livorno in serie C deve giocare solo per vincere, ma vincere il campionato non è mai facile. E se – sventuratamente - la squadra non dovesse essere promossa subito, in assenza di contributi o paracaduti, i costi restano a totale carico del proprietario che ci rimette di tasca sua. A quel punto o si fa come Berlusconi che a Monza ha costruito una squadra schiacciasassi o si soffre».
Beh Spinelli avrebbe i mezzi per allestire una squadra ammazza campionato in B. Figuriamoci in C…
«Non so se resta, ma se resta lo farà di certo con l’ambizione di vincere subito, perché Spinelli fondamentalmente è un ambizioso».
Eppure i risultati degli ultimi anni sono stati negativi. Perché?
«Perché Spinelli – sul cui amore per il Livorno non ho dubbi – ha il suo modo di fare che mal si abbina all’idea del lavoro buono e costruttivo».
Vale a dire?
«Significa che nel Livorno ci sono sempre troppe teste che pensano, consigliano e suggeriscono al presidente cosa è bene fare. E quando in una società di calcio ci sono più direttori sportivi e generali che dicono cose diverse è difficile trovare la sintesi virtuosa. Una società che funziona per me dovrebbe avere un presidente, un amministratore delegato, un dg che non si occupa di questioni tecniche e un direttore sportivo. Stop. Livorno è una piazza che merita rispetto. Mi dispiace che non si faccia mai nulla di concreto per portarla dove merita: in serie A».
Torniamo alla domanda di partenza. In questa situazione è quasi impossibile vendere il Livorno?
«È difficile. A meno che Spinelli non lo regali o faccia un gesto d’amore per venire incontro al probabile acquirente. Il prezzo di 500mila euro per la società in serie C è onesto. Il guaio è che in questi periodo gli imprenditori sono in ginocchio per l’epidemia e e pensano alle loro aziende e ai loro dipendenti. Sono pochi quelli che possono permettersi di investire nel calcio e lo faranno solo quando l’economia sarà ripartita».
Beh, messa così c’è di che essere preoccupati…
«Finché c’è Spinelli i tifosi non devono preoccuparsi».
Già, ma fino a quando ci sarà? Se invece Spinelli decidesse di delegare a un direttore sportivo/manager, lei ci starebbe?
«Io a Livorno verrei sempre, ma alle condizioni illustrate prima: un presidente, un amministratore, un direttore. Sono abituato a dire quello che penso. Se Spinelli deve delegare che deleghi, ma a una sola persona e non a tante».
Secondo lei c’è la possibilità che il Livorno venga ripescato in B?
«Non credo. Nessuno vuole rinunciare alla serie B, alla fine tutte si iscriveranno. L’unica possibilità è sperare nella riforma del campionato con due gironi di B da 20 squadre, ma se ne parla in prospettiva futura, per La stagione 2021/22». —
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