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Separati e col proprio pallone Così ieri è ripartito il basket
Primo allenamento in assoluto organizzato dal Don Bosco fuori dal PalaMacchia L’allenatore: «Impressionante la voglia che avevano di tornare ad allenarsi»
LIVORNO
Il basket all’aperto. Come una volta. E come aveva proposto il presidente della Fip, Gianni Petrucci, qualche settimana fa.
Ed è proprio così che Pallacanestro Don Bosco e Bieffe Livorno hanno deciso di riprendere l’attività, allestendo da ieri 6 campi all’esterno del Pala Macchia e contingentando gli accessi dei vari gruppi del settore giovanile (dagli Esordienti all’Under 18 Eccellenza) nella fascia oraria che va dalle 14.30 alle 19.30.
«Finalmente siamo riusciti a tornare in campo, seppur all’aria aperta - ha precisato il direttore sportivo rossoblù Paolo Capitani - andremo avanti con questo programma per quattro settimane attraverso lavori individuali specifici sia dal punto di vista fisico, sia sotto l'aspetto prettamente tecnico in particolare sui fondamentali. Ma ciò che mi ha sorpreso in positivo è la voglia e il sorriso mostrati da tutti i ragazzi, dai più piccoli ai più grandi. Il basket è veramente mancato a tutti…».
La prima squadra a mettere piede sul cemento di via Allende è stata l’Under 13, monitorata dai coach Federico Tosarelli e Simone Sanna divisa in due gruppi per dare modo ad ogni ragazzo di lavorare in uno spazio consono al distanziamento sociale ed evitare il contatto diretto con i compagni.
In serata spazio anche all’Under 18 Eccellenza di cui fa parte Allan Ivan Onojaife, l’unico probabilmente ad avere un obiettivo a breve dal momento che la Fiba non ha ancora congelato i Mondiali Under 18 in programma in Ungheria, ad agosto: «Rispetto a molte altre manifestazioni annullate, la federazione internazionale non si è ancora espressa sulla rassegna iridata Under 18. E Ivan, bronzo europeo in carica Under 17 con la nazionale di coach Gregor Fucka, sta lavorando in questa direzione, essendo sulla lista dei potenziali convocati».
Per il resto, regole rigide e in primis l’utilizzo di un pallone personale che non potrà essere condiviso con nessuno. Riguardo l’ingresso e l’uscita dall’impianto, per evitare assembramenti, sono stati disegnati due percorsi diversi, mentre è stato disposto un controllo specifico dedicato all’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale.
Tra le altre misure di tutela, la chiusura degli spogliatoi: «Durante la settimana dovrebbe essere pubblicato il protocollo ufficiale della federazione, così da avere maggior elementi per allenarci in totale sicurezza e nel pieno rispetto delle norme».
Nel frattempo, la Pallacanestro Don Bosco attraverso una nota sul proprio sito ha comunicato che l’attività Minibasket, viste le disposizioni che autorizzano solo il lavoro tecnico individuale, quindi non propedeutico per i bambini piccoli, oltre all’impossibilità di poter svolgere un’attività motoria di base come previsto dalla Federazione Italiana Pallacanestro, ricomincerà solo quando le disposizioni lo consentiranno.
Intanto però è un primo passo verso una lenta ma necessaria riprsa. Perché per i bambini e per i ragazzi in genere, fare sport è molto importante. —
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