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Il Livorno si addormenta, Breda anche E alla fine vince chi combatte di più

Alessandro Bernini
Il Livorno si addormenta, Breda anche E alla fine vince chi combatte di più

Altra partita modesta a livello caratteriale, il tecnico ci mette di nuovo del suo dimenticandosi Awua e le sostituzioni

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Niente. Neanche la tradizione abbiamo salvato. Nella stagione più disastrosa della nostra storia recente, arriva anche il derby perso. E, lo diciamo sinceramente: averlo perso “solo” 1-0, restando a lungo in partita e meritando pure di pareggiare, ci cambia poco. Resta la sconfitta e finisce nel cassonetto anche l’ultima possibilità di dare un pizzico di dignità alla stagione.

Il Pisa ha vinto per tre ragioni. 1) Ha avuto più cattiveria e più voglia di vincerla. 2) Ha avuto più cattiveria e più voglia di vincerla. 3) Ha avuto più cattiveria e più voglia di vincere. Già, non cercate altri motivi perché tanto non ne trovate. Non c’è niente da fare, questa è una squadra che non sa azzannare gli avversari. Il Pisa visto ieri è squadra modesta, tecnicamente forse addirittura inferiore al Livorno, ma questi avevano la bava alla bocca ogni volta che c’era un pallone nei dintorni. Il Livorno ha giocato alla sua maniera e si è svegliato solo nel finale.

Forse l’unica cosa è che si può aggiungere sono i soliti errori di Breda: ci voleva coraggio per tenere fuori Awua, il migliore in campo nelle ultime due partite, eppure chissà perché l’ha lasciato a marcire addirittura fino a quasi 10 minuti dalla fine. E, nonostante lo svantaggio, il primo cambio è arrivato al 77’. Bisognava cambiare subito, a inizio ripresa, quando si vedeva che il Pisa ci stava chiudendo. Ma in panchina nessuno se n’è accorto.

Oltretutto il Pisa aveva bruciato due cambi per infortuni, era elementare sfruttare i cambi per dare freschezza. Macché.

Il copione del match? Quello che ci aspettava. Pisa che inizialmente prende il pallino del gioco ma non tanto per qualità tecniche, quanto perché morde di più e arriva prima sul pallone. E’ una spinta emotiva che genera subito un destro di Gucher che finisce fuori di poco. Ma col passare dei minuti la spinta del Pisa inizia a calare, gli infortuni di Soddimo prima e Masucci poi fanno perdere un po’ di quadratura tattica e fiducia, così il Livorno cresce. Un colpo di testa di Ferrari finisce di poco fuori sul secondo palo, poi ci sarebbero altre 3-4 occasioni interessanti ma gli amaranto non pungono.

Il guaio è come il Livorno rientra in campo. Perché il Pisa graffia e inizia a lasciare segni sulla schiena di un Livorno troppo molle. Prima Vido si divora un gol davanti alla porta, poi Marconi spara un destro di poco sopra la traversa e alla fine il gol arriva: lo firma Lisi al 18’ con una gran giocata, ma Del Prato difende male lascia lo spazio per il destro letale.

Preso il gol , il Livorno si ricorda che può anche attaccare. E si butta in avanti. Si svegliano un po’ Marsura e Marras, non Breda che continua a non fare cambi. Il primo tiro verso la porta è di Marras al 20’, e da qui in poi sale la pressione che però non sfocia mai in vere occasioni da gol. Al 33’ Marsura va già in area, forse c’è un tocco da dietro di Pisano ma l’arbitro lascia correre: quest’anno agli zoppi, pedate negli stinchi.

Quando ormai siamo ai titoli di coda, Breda butta dentro Awua, Seck e Simovic. Tentativi disperati, tardivi. Il fischio finale è dietro l’angolo ed è la sigla di un’ennesima pagina nera di questa stagione. —



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