C’eravamo tanto amati: Spinelli chiama Breda a Genova per strigliarlo, e pensa pure a Filippini
Dopo il siparietto in tribuna durante la gara col Cosenza il presidente ha convocato oggi il tecnico nei suoi uffici
LIVORNO. Non rimane che chiudere in fretta questo campionato con un pizzico di dignità, senza farsi prendere a pallonate, soprattutto contro Pisa e Spezia che stanno già fiutando la possibilità di fare a brandelli un vessillo che – quanto a prestigio – resta per loro inarrivabile anche se sgualcito. Il problema è che la dignità non la si compra al discount. È un po’ come il carattere: o ce l’hai o te la puoi dare. Sabato la sconfitta è stata vergognosa, da rossore in volto anche il siparietto andato in scena nella tribuna vip quando i lupi calabresi azzannavano l’ormai esangue carcassa amaranto. Un gruppo di sportivi ha iniziato a contestare Aldo Spinelli che – di rimando – ha indicato la panchina. Per la precisione Roberto Breda. È stato l’ennesimo capitolo di un campionato assurdo. Uno scaricabarile “coram pupulo”, pubblico. Una scena brutta che potrebbe avere conseguenze sulla guida tecnica.
I DUBBI DI SPINELLI
Quel dito puntato contro il tecnico appena richiamato al posto di Tramezzani e reduce dal bel pareggio di Udine con il Pordenone, sa tanto di autoassoluzione. È come se Spinelli avesse detto: «Che colpa ho io di questo scempio che è Breda che sbaglia?». Le colpe del tecnico? Quella di aver silurato Diamanti è ormai prescritta. Semmai, restando sulla stretta attualità, l’aver presentato una squadra molle come il brie. Resta il fatto che l’allenatore è stato additato dal presidente davanti a quattromila persone. Mai visto nulla del genere e soprattutto in un modo così plateale. Ora, però, siccome il presidente è ancora il padrone del vapore, dopo quella presa di posizione potrebbe anche decidere di sollevare di nuovo dall’incarico l’allenatore veneto. Non sembra al momento l’ipotesi più probabile, in ogni caso oggi Breda è stato convocato a Genova.
IL POSSIBILE SCENARIO
La domenica di Spinelli non è stata felice, come del resto quella di chi ama la prestigiosa maglia. La non partita del giorno prima ha lasciato il segno e ieri i suoi pensieri erano cupi. “Esonero” è una parola che gli è rimbalzata in testa come nei peggiori incubi. Il problema è che questo campionato non è un brutto sogno. Ogni esonero, presuppone l’individuazione del sostituto. Sotto contratto c’è ancora Tramezzani, ma figuriamoci se una persona seria come lui, dopo la presa in giro delle mai mantenute promesse di acquisti a gennaio, accetta un’eventuale chiamata. Dato per scontato che nessun allenatore è così autolesionista da accettare di navigare con una barchetta di carta, diventa fisiologica la soluzione interna.
IL BALLOTTAGGIO
In sostanza, Spinelli potrebbe aprire un ballottaggio tra i due allenatori al momento più vicini alla prima squadra. Uno è Juriy Cannarsa che sta facendo molto bene con la Primavera. L’altro è Antonio Filippini, chiamato a fine novembre per aiutare Breda dopo la sconfitta interna con il Trapani (neppure quella, ci siamo fatti mancare) e rimasto in organico anche durante l’interregno di Tramezzani. In entrambi i casi si tratterebbe di un’operazione a costo zero. Non solo sia Cannarsa che Filippini possono garantire grinta e personalità che potrebbero essere utili in questo finale di stagione che sarà lungo e faticoso. Sarebbe comunque l’ultimo capitolo di una vera e propria impresa titanica compiuta dalla società.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

