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basket: c gold 

La linea verde troppo verde E ora il Don Bosco aspetta un rinforzo sottocanestro

F.P. ;
La linea verde troppo verde E ora il Don Bosco aspetta un rinforzo sottocanestro

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LIVORNO. Che la stagione 2019/2020 sarebbe stata molto dura per il Don Bosco (a livello di prima squadra, per le squadre del settore giovanile è tutto un altro discorso) era cosa fin troppo facile da prevedere. La realtà si è rivelata forse ancora più difficile da affrontare del previsto.

Il campionato di C Gold si è paurosamente livellato verso l'alto: per fare un esempio al momento ci sono solo 4 punti fra il quinto e l'undicesimo posto e la formazione rossoblu è assai più leggera (sia da un punto di vista letterale che sotto il profilo dell'esperienza) di quella che l'anno scorso ottenne la salvezza senza neppure aver bisogno di passare attraverso i play-out. Se ne sono andati (per motivi diversi) giocatori di esperienza come Stolfi e Fantoni, di assoluto talento come Ceparano, Korsunov e Bonaccorsi a fronte dell'unico arrivo (per ora) di Mencherini.

La promozione in prima squadra dei giovanissimi ha prodotto gli effetti che, appunto, era logico attendersi: grandi difficoltà contro quasi tutte le squadre, specialmente nella seconda parte delle partite, quando il gioco si fa più duro, gli avversari mettono le mani addosso, ci vorrebbe saldezza di nervi e esperienza. A questo si aggiunga una scarsa pericolosità offensiva: il Don Bosco è la squadra che segna meno in tutto il campionato e solo 3 volte su 13 partite disputate è riuscito a superare i 70 punti. Insomma, dopo la beneagurante vittoria a Montale alla prima uscita in campionato si sono dovute attendere altre sei giornate prima che ne arrivasse un'altra, preziosissima questa, a Altopascio.

Peraltro non sono mancate altre occasioni nella quale la vittoria è stata sfiorata, vedi con Valdisieve alla terza giornata o nella trasferta di Arezzo ma purtroppo sfiorarle e basta, le vittorie, non basta. A consuntivo: a una giornata dalla fine del girone d'andata il Don Bosco coabita all'ultimo posto con Altopascio, due punti sotto a Synergy ma ce ne sono ben 6 di distanza dalla dodicesima posizione, quella che consente di giocare i play-out con il vantaggio dell'eventuale terza in casa. Sperare in altro sembra, oggettivamente, utopico: l'anno scorso, per ottenere quel nono posto che regalò al Don Bosco la salvezza senza i rischi dei play-out (e solo per differenza punti sfuggirono i play-off) ci vollero 22 punti. Per farli anche quest'anno ci vorrebbe un girone di ritorno super fatto di 9 vittorie e sole 5 sconfitte: francamente difficile da ipotizzare senza l'arrivo di un rinforzo, meglio che due: un uomo di peso che possa essere alternativa credibile a Onojaife (ottima la sua stagione fin qua) e un giocatore con tanti punti nelle mani.

E chissà che l'arrivo del nuovo main sponsor, la Toscana Food presentata sabato mattina, non possa dare una spinta in questa direzione. Intanto si sta allenando con la squadra un giocatore di colore il nome del quale non è trapelato: si sa comunque che è un “quattro”, solido, nella passata stagione militante nella terza lega spagnola. «Sono d'accordo – dice Marco Aprea – con l'analisi fatta fin qua. Aggiungo però che voglio essere positivo: l'esperienza non si compra al mercato e te la fai solo prendendo gli schiaffi. Un rinforzo? Io alleno la squadra che la società mi mette a disposizione, non nego che ci farebbe comodo». —

F.P.



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