Il Tirreno

Livorno

Livorno calcio

Aldo Spinelli festeggia 80 anni: «Ma me ne sento 45...»

 Aldo Spinelli festeggia 80 anni: «Ma me ne sento 45...»

Livorno oggi e’ il compleanno del presidente amaranto: per lui cena a montecarlo 

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNo. Non tutti i compleanni sono uguali. Ce ne sono alcuni particolari, e senza dubbio oggi per Aldo Spinelli è uno di quelli. Il presidente del Livorno festeggia infatti 80 anni, di cui gli ultimi 20 trascorsi alla guida della società amaranto. . Spinelli ha concesso una lunga intervista alla collega Gilda Ferrari del SecoloXIX nella quale parla della sua vita di imprenditore ma anche di calcio. «Se arrivi a ottant’anni devi festeggiare, più che altro per esserci arrivato in salute e con energia. Io mi sento come quando ne avevo 45». Li festeggerà al Grill di Montecarlo, ristorante con terrazza all’ottavo piano dell’Hotel de Paris, «insieme alla famiglia e ad alcuni amici cari».

Era il 1963 quando, firmando cambiali, rilevò la Almea, una piccola azienda di trasporto milanese. «Eravamo in tre, io e due dipendenti. Lavoravamo 20 ore al giorno. Oggi siamo 900, lo dico con orgoglio e soddisfazione, ringraziando mia moglie, mio figlio e tutti i miei collaboratori. Ho iniziato a lavorare presto. A 17 anni sono andato a navigare sulle navi di Ravano, poi ho fatto 26 mesi di Marina Militare, e dopo ancora ho comprato l’azienda».

Durante l’intervista non sono mancati i riferimenti sportivi, tutti relativi al Genoa. «Mi ricordo i sogni belli del ’91-’92. Sono stati gli anni più belli della mia vita. Diventare presidente del Genoa era il mio sogno. Così come lo era diventare il presidente del terminal contenitori del porto. E il presidente dell’Autostrada del Frejus. Ho realizzato tutti i miei sogni. Riprendere il Genoa? No, la mia famiglia è contraria. Ma se salva la squadra in A, Preziosi bisogna tenerselo stretto perché di imprenditori del calcio, italiani, non ce ne sono».

Un flash anche su Davide Nicola, appena approdato alla panchina del Genoa: «Ho sempre mantenuto rapporti con Nicola, è un allenatore bravo e ha grande personalità. Preziosi ha fatto una scelta azzeccata. Poi è chiaro che devi dargli anche l’orchestra, qualche giocatore buono... L’allenatore incide per il 60-70%, ma senza giocatori può fare poco».

Una confidenza su Ferrero («Non l’ho pià sentito e obiettivamente non abbiamo niente in comune») poi si torna a parlare della vita professionale. ««Il mio rammarico è non avere studiato l’inglese. Avevo comprato casa a Londra nell’82 per studiarlo, non ci sono mai andato. Quando sono a cena con i miei armatori mi sento davvero piccolo piccolo. Per fortuna ho fatto studiare mio figlio, che mi aiuta. Perché non sono andato a Londra a studiarlo? Lavoravo. Avevo sempre da lavorare. Il mio rammarico è talmente grande che ai miei dipendenti faccio fare corsi di inglese pagati dall’azienda perché tutti possano impararlo. E io non riesco a farne nemmeno uno: sono indolente, mi sono arreso, non ce la faccio...».


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il futuro del cantiere

Salvataggio Tigs, le offerte giuste: «Partono da 250 milioni di euro» – Chi sarà a decidere e tutti gli scenari possibili

di Giovanna Mezzana