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Livorno

serie c gold/1 

Don Bosco, solito calo nello sprint finale La Spezia ringrazia e ne approfitta

Francesco Parducci
Don Bosco, solito calo nello sprint finale La Spezia ringrazia e ne approfitta

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Punteggio bugiardo ma vittoria meritata per La Spezia che approfitta dell’ormai consueto, vistosissimo calo del Don Bosco nei finali di partita.

Partita che sta in equilibrio per due quarti e mezzo (45-45 al 26’) e che poi apre un’autostrada agli ospiti. Da quel momento alla fine i ragazzi di Aprea non segneranno che la miseria di 8 punti ma smettono anche di difendere, cosa che fino ad allora avevano fatto con una certa efficacia, diventano disattenti a rimbalzo e sulle palle vaganti, insomma escono totalmente dalla gara.

Spezia, che fino a quel momento aveva attaccato con fatica vedendosi negare conclusioni facili non può che approfittarne: ha uomini esperti, i due lituani Suliauskas e Kibildis su tutti, che non appena fiutano che l’avversario non ne ha più, specie da un punto di vista mentale, sanno come fare ad approfittarne.

La tripla di Pipolo quasi sulla sirena del terzo quarto è un sinistro presagio, l’ultimo si apre con un arcobaleno di Suliauskas e è proprio il play venuto dall’Est che sale in cattedra. Segna dalla lunga per il 45-53 (31’50”) e comincia a smazzare assist per i compagni favorito anche da una difesa, quella di casa, che non c’è più.

Il Don Bosco riesce in qualche modo a restare aggrappato alla partita per un altro paio di minuti (51-56 al 33’20”) con due liberi di Onojaife, senza dubbio il migliore fra i rossoblù, solita doppia doppia e vittoria da lontano nel confronto con il temuto pari ruolo Fazio. Ma da lì alla fine il Don Bosco non segnerà che due miseri punticini ormai ininfluenti, mentre Suliauskas ha ormai preso in mano la pratica.

Segna anche per il 51-60 del 34’28” e lì la partita si chiude, ammesso che non lo fosse già. Il Don Bosco ha perso tutta la reattività e l’intensità difensiva che l’avevano contraddistinto per oltre metà partita, consentendo un recupero dalla prima fuga degli ospiti (16-26 al 13’) per poi giocarsela in equilibrio e riuscire anche a mettere la testa avanti in un momento importante della gara (43-39 al 24’).

Spezia lì cambiava difesa passando alla zona 3/2 e questo creava enormi difficoltà all’attacco di casa (1/13 dalla lunga contro le 11 triple messe a segno dagli ospiti). Il resto lo faceva il calo mentale, quasi inspiegabile nelle sue dimensioni.

A fine partita a Marco Aprea sembra di recitare un copione ormai mandato a memoria. «Non riesco proprio a capire – dice – perché i ragazzi debbano smarrirsi così nei finali di partita. Anzi, questa volta il calo è cominciato anche prima, diciamo dalla metà del terzo quarto in poi».

Per il coach della squadra labronica è «roba più di testa che tecnica, che ancora non siamo riusciti a decifrare». E aggiunge: «Per due quarti e mezzo abbiamo difeso bene, senza timori, si sono dovuti sudare ogni canestro. Poi alle prime difficoltà la squadra si smarrisce, se sbagliamo un canestro facile, il che può capitare, rientriamo in difesa non pensando a non subirne uno noi, ma pensando all’errore che c’è stato». Poi continua: «È chiaro che le squadre più esperte, cioè tutte rispetto a noi, di queste cose se ne accorgono e in quel momento affondano il colpo. Sono amareggiato, perché oggi, e non è la prima volta, il punteggio, che si è dilatato solo negli ultimi 5 minuti, ci punisce oltre i nostri demeriti». —



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