Il Tirreno

Livorno

il retroscena 

Maglia, panchina e sale ma la cabala non basta

G.T.

1 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Una serata surreale per l’atmosfera al Picchi e per l’assenza degli ultrà in curva Nord, una serata diversa dal solito anche per alcuni particolari. Intanto la maglia, la terza, quella nera con le rifiniture gialle per ricordare il gemellaggio con l’Aek Atene: decisione legata da una parte alla scaramanzia, alla luce dei risultati disastrosi di questa prima parte di stagione, e dall’altra al marketing, visto anche il periodo natalizio.

Niente maglia amaranto, insomma, e panchina del Livorno che cambia ancora una volta posizione: con Breda era dalla parte del settore ospiti, ora la società l’ha riportata sotto la curva Nord come ai tempi di Nicola. Dettagli che non hanno portato fortuna, come non ha portato fortuna il gesto di Nedo Di Batte, presidente del club Campanile, che ieri mattina ha gettato sale sul campo. E alla fine si è vista anche l’ultima novità introdotta da Tramezzani, l’allenamento a fine partita di chi non ha giocato e non si è neanche riscaldato durante il match. —

G.T.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il futuro del cantiere

Salvataggio Tigs, le offerte giuste: «Partono da 250 milioni di euro» – Chi sarà a decidere e tutti gli scenari possibili

di Giovanna Mezzana