Il Tirreno

Livorno

Decisione inevitabile ma presa comunque in ritardo

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Un uomo solo, in mezzo alla tempesta, col buio intorno. Nella splendida foto del collega Masini che vedete qua sopra, c’è davvero tutto. La sintesi di una crisi senza fine che purtroppo non riguarda solo Breda ma tutto il Livorno.

Il destino del tecnico è segnato. Ieri non è stata presa nessuna decisione ufficiale perché Aldo Spinelli era a Montecarlo e l’ultima parola spetta a lui. Ma stavolta anche il presidente dovrà arrendersi: la sua battaglia di difendere Breda contro tutto e tutti, ormai è persa.

Magari da Genova si sperava nelle dimissioni del tecnico. Che, da parte sua, non ci pensa neanche lontanamente. Forte di un biennale da 180mila euro netti, non ha certo intenzione di gettare i soldi nel cestino. E così alla fine questo esonero costerà a Spinelli oltre 700mila euro visto che resta da pagare un anno e mezzo (90+180, quindi 270 che al lordo diventano più di 500), più i collaboratori Melidoni e Matarangolo.

Chi arriverà al suo posto? Il casting è iniziato ieri sera con una serie di telefonate tra Roberto Spinelli, Elio Signorelli e Nelso Ricci. Qualche nome circolava già e ci sono stati pure dei contatti. Uno dei papabili è Fabrizio Castori (che ieri era in tribuna al Picchi accanto a Foscarini), protagonista del miracolo-Carpi, portato fino alla serie A. Lo scorso anno è tornato in biancorosso ma non ha potuto evitare la retrocessione in C di una squadra oggettivamente mediocre. Ci sono anche altri nomi sul taccuino che saranno valutati, tra questi Marino, Cosmi, Padalino, Bisoli e Mangia, ma attenzione perché la sorpresa potrebbe essere Paolo Tramezzani: 49 anni, vice di De Biasi con la nazionale albanese, da capo allenatore ha portato il Lugano in Europa League e vinto lo scudetto a Cipro. Non ha esperienze nel campionato italiano.

Ci resta la sensazione che questo esonero arriverà in ritardo. Netto ritardo. Perché ormai che aria tirava si era capito da tempo. Possiamo capire che Breda avesse un credito di riconoscenza dopo la salvezza dello scorso anno, ma quando lui stesso va in conferenza stampa e dice «mi sento un miracolato» perché ancora non è stato esonerato, beh, è la dimostrazione che il bonus era già esaurito.

Quantomeno l’esonero doveva avvenire dopo Venezia, al momento della sosta del campionato, così da concedere al nuovo allenatore 15 giorni per conoscere la squadra e lavorarci. In questo modo avrebbe anche avuto un impatto soft, con una partita abbordabile in casa contro il Trapani. Adesso il nuovo allenatore avrà poco tempo e soprattutto un impatto terribile: due trasferte consecutive a Cremona e Spezia, poi in casa contro la capolista Benevento, quindi Crotone (fuori), Pescara (in casa) e Empoli (fuori). Un ciclo terribile. Inizio peggiore non poteva esserci.

Ci sarebbe da parlare anche della partita di ieri, ma viene solo il mal di pancia a ripensarci. Il 4-3-3 iniziale ha fallito perché la difesa è stata spesso presa d’infilata e alla fine del primo tempo il Trapani era già avanti 2-0 con la doppietta di Pettinari (ma con evidenti responsabilità dei difensori). Un disastro.

A inizio ripresa Breda è passato 4-2-3-1 inserendo Mazzeo sottopunta e togliendo Viviani, l’impatto dell’ex Foggia è stato impressionante con un gran gol dal limite dopo 3’ ma poi il Livorno si è limitato a tenere sotto pressione il Trapani senza creare palle gol clamorose. Anzi, una sì, con Raicevic che di testa è riuscito a sbagliare un gol già fatto. E con quella palla sono morte le speranze del Livorno e il futuro di Breda. —

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