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A volte ritornano... a remi L’Unione Canottieri è rinata
Dopo un periodo nero, la società del presidente Orsini ritrova atleti e risultati E ora l’obiettivo è creare una collaborazione con tutti i protagonisti del Palio
LIVORNO. Quando tocchi il fondo, non puoi che risalire. Ed è quello che sta facendo adesso l’Unione Canottieri Livornesi _ che ha da poco festeggiato i 100 anni dalla fondazione _, e che nei mesi scorsi era precipitata al punto più basso della sua storia, dopo gestioni poco avvedute e lungimiranti, con conti in rosso e senza atleti, tutti passati ad altre società.
«Passione e buonsenso, tutto qui…», dice il presidente Matteo Orsini. Intanto la società è tornata anche a far parlare di sé sui campi di regata, soprattutto, per il momento, nel settore canoa, guidato dall’ex azzurro Pierduilio Puccetti. Tant’è che a San Miniato la coppia composta da Giacomo Tacconi e Francesco Masoni ha conquistato quattro titoli italiani master (200, 500, 1000 e 5000 mila metri), cinque con quello ottenuto da Yari Pantani e Federico Franchini (K2, 5mila).
Ma a questi va aggiunto anche l’exploit di Francesco Masoni che ha preso l’oro nel campionato italiano di Surfsky (canoa da mare) che si è svolto a Cagliari su una distanza di 20 chilometri. Un atleta, quest’ultimo, che dopo un secondo posto ai Mondiali in Canada nel lontano 1989, aveva dovuto interrompere l’attività per motivi di studio e che adesso a 30 anni esatti da quel risultato è salito nuovamente sul podio.
Poi i due giovani Edoardo Orsini e Leonardo Martelli, rispettivamente 18 e 19 anni: il primo vanta un secondo posto tricolore (K1, 500 m) l’altro un secondo posto tricolore (K1 5000 m.). Ragazzi che senz’altro sono destinati a un roseo futuro e già nel mirino dei tecnici azzurri.
Ed è stata una stagione radiosa anche per il k4 composto da Rachele Puccetti, Alessia e Chiara Agostinetti e Rachele Raugi, con due titoli italiani nel Fondo (5000 m.) e Velocità (500 m). Con Chiara Agostinetti, 19 anni, convocata in azzurro ai mondiali di Surfsky in Francia e poi in Grecia ai Giochi del Mediterraneo.
Per quanto riguarda il canottaggio l’ex azzurro Massimo Dovicchi sta ricostruendo il settore che aveva trovato azzerato. Sotto la sua guida già 12 atleti per le varie categorie.
Il presidente Matteo Orsini intanto lavora a un progetto: «Creare una collaborazione tra atleti del Palio e quindi delle Cantine e coloro che fanno canottaggio olimpico, cioè tra sedile fisso e carrello scorrevole. Non dimentichiamo _conclude _ che i favolosi Scarronzoni prima di dare lustro all’Unione Canottieri Livornesi, vogavano sui gozzi del Palio».
Il discorso adesso è avviato con il presidente del Comitato Organizzatore Palio, Maurizio Quercioli, molto sensibile a queste tematiche.
Insomma, siamo di fronte a una realtà che sta davvero rialzando la testa e si propone di tornare ad essere un punto di riferimento per tutti gli amanti di questo sport. Le idee non mancano, gli istruttori di qualità neanche, e pian piano si sta creando di nuovo un movimento dal basso che sta sfornando atleti di sicuro interesse. Adesso si tratta di accendere ancor di più questa fiamma. I progetti sono senza dubbio validi. —
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