Il Tirreno

Livorno

Una squadra che quando va sotto non riesce a reagire

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Avete presente quella regolina che ti insegnavano a scuola? Cambiando l’ordine dei fattori, il risultato non cambia. Purtroppo nella sostanza è così. Ad Ascoli arriva la quinta sconfitta consecutiva tra amichevoli (Fiorentina), Coppa Italia (Carpi) e campionato (Entella, Perugia e appunto Ascoli) sarebbe pure stato il quinto ko per 1-0 senza il gol di Ninkovic al 96’. Sembra una maledizione. Che neanche i quattro nuovi acquisti sono riusciti a spezzare nonostante per quasi tutto il primo tempo il Livorno abbia dato la sensazione di essere squadra ben diversa rispetto a quella vista a Chiavari.

Ci punisce ancora il gollettino preso senza senso, quando neanche te l’aspetti. Come con l’Entella, come col Perugia. E dopo il gol il Livorno non sa più recuperare. Si sperava che i nuovi acquisti portassero nuovo brio all’attacco ma siamo rimasti ancora a secco e le due occasioni più clamorose le ha avute un difensore, quel Di Gennaro che in recupero si è divorato l’1-1 prima di testa e poi di piede. Ma non è che si possa dare colpe a un centrale difensivo se non segni.

Il Livorno ha dimostrato, come col Perugia, di giocare bene finché la partita è in equilibrio. E adesso inizia anche a dare la sensazione di poter far male da un momento all’altro. I guai iniziano quando si va sotto. Perché la porta avversaria sembra ancora un miraggio, una bottiglia d’acqua nel deserto che non riusciamo a raggiungere. E tanta abbondanza di giocatori offensivi deve portare adesso Breda ad avere idee più chiare visto che sotto di un gol abbiamo chiuso la partita senza neanche una prima punta (Braken fuori, è entrato Porcino, con Raicevic e Mazzeo in rimasti in panchina)

Chiaro che certi errori adesso andranno eliminati dal vocabolario. Come quello dopo 30” che ha rischiato di stravolgere subito la partita. Un retropassaggio scomodo di Gasbarro sul quale Zima ciabatta di brutto mettendo Pucino davanti alla porta, e meno male che lo stesso Zima rimedia con un bel tuffo. Lo spavento non dura molto perché il Livorno si assesta e in questo periodo di gioco regala la migliore sensazione di sè. Molto quadrato davanti alla difesa, frizzantino in attacco (non spumeggiante) dove Brignola si vede poco ma Braken dà un assaggio delle sue qualità. Per oltre mezzora non succede nulla e per vedere la parata di un portiere bisogna aspettare il 34’ quando Marsura parte a sinistra, converge e cerca la porta trovando le mani di Lanni.

Il Livorno sembra in controllo in ogni zona del campo fuorché a destra dove Morga nella è sempre in affanno. Ed è proprio da quella parte che al 43’ nasce l’azione del gol: sbaglia Morganella che no n chiude, Ardemagni fa da schermo al colpo di testa di Ninkovic ma il rinvio di Gasbarrro è molle e Gerbo trova il tiro che spacca la partita. Proprio nel momento peggiore, visto che dopo pochi attimi arriva l’intervallo.

Nella ripresa Breda è costretto presto a togliere un Morganella in difficoltà, Ardemagni si divora subito il 2-0 poi a metà frazione salva ancora Zima sempre su Ardemagni. Il Livorno si allunga, perde le distanze. Breda toglie Braken e a sorpresa mette Porcino passando 4-3-3 con Murilo punta centrale, Marras e Marsura ai suoi lati. Non c’è’ l’impennata di gioco ma nel giro di pochi attimi arrivano due clamorose occasioni sulla testa e sul piede di Di Gennaro che una volta colpisce debole e una volta spara addosso al portiere. Sul ribaltamento arriva anche il 2-0 ma quando ormai l’arbitro ha il fischio in bocca.

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