Tra divieti, spostamenti e deroghe le case del nostro basket cadono a pezzi
Livorno, la Federazione pallacanestro vieta alla Libertas 1947 di giocare in via Pera e alla Gemini, mentre l’Acli non ottiene l’ok per il PalaCosmelli
LIVORNO. Il basket livornese è “in deroga”. Una deroga perenne che, ahinoi, non risparmia nessun impianto cittadino, tant’è che ogni anno per capire chi gioca dove ci vorrebbe il mago Silvan.
L’ultimo capitolo di questa triste saga riguarda la domanda inoltrata dalla Libertas Livorno 1947 per disputare le partite casalinghe sul parquet della palestra di via Pera, omologata per il campionato di Serie C Silver (capienza intorno alle 300 unità), ma considerata non idonea dai funzionari della Fip a causa dell’esigua distanza fra il campo da gioco e il primo gradino delle tribunette. Un vizio del quale soffre pure la palestra D’Alesio (ex Gemini) che, tuttavia, per la stagione 2018/2019, aveva sfruttato l’ennesima deroga accordata dagli uffici federali. Stavolta è andata diversamente. E la Fip è stata chiara. O si provvede a mettere a norma il difetto, oppure la Libertas1947 dovrà spostarsi in altra struttura che, a meno di colpi di scena, sarà il Pala Cosmelli.
Quel Pala Cosmelli che lo scorso giugno ha visto il Jolly Basket femminile di coach Pistolesi festeggiare la promozione in Serie A2, ma che non potrà ospitare un torneo a carattere nazionale per il terrazzo della tribuna sporgente verso la linea laterale oltre i limiti consentiti dal regolamento dei campionati nazionali. E anche in questo caso, niente deroga. Le ragazze giocheranno al Pala Macchia, spartendosi il weekend col Don Bosco e la Pielle, anche se nelle ultime ore è spuntata pure l’ipotesi del PalaBastia.
Passiamo, dunque, al teatro di mille battaglie negli anni’80/’90, su tutte la finale scudetto del 1989. Il palazzo dello sport, in gestione prorogata alla Pall. Don Bosco, è attualmente omologato per 800 persone circa, 200 per uscita sicurezza. Un limite che, in occasione delle due finali di Serie C Gold 2017 e 2018, costrinse la Libertas e Pielle a richiedere una deroga straordinaria ai Vigili del Fuoco per certificare l’aumento di capienza per partite di cartello e derby che hanno portato sui gradoni del Pala Macchia qualcosa come 3000 persone.
Il problema di base? Molto simile a quello di via Pera e Gemini. Ovvero lo spazio ridotto che divide il primo scalino delle tribune dal plexiglass, senza dimenticare le vetrate rotte da tempo immemore, piccioni svolazzanti ecc. Un valzer di deroghe, ma soprattutto di problemi strutturali di varia natura e/o importanza, che in un modo o in un altro giustiziano tutti gli impianti di basket labronici, mai rinnovati e mai messi al passo con i tempi. Compreso il Modigliani Forum – ovviamente in regola per l’attuale livello del basket livornese – che avrebbe dovuto ospitare il match decisivo dell’Italbasket per la qualificazione ai Mondiali. Incomprensioni a parte, la strumentazione tecnica (canestri, tabelloni ecc.) pare non essere più a norma per un match Fiba.
Intanto martedì pomeriggio, in Comune, si svolta una riunione straordinaria fra il sindaco (e assessore allo sport) Luca Salvetti, il delegato provinciale del Coni Gianni Giannone e i rappresentanti delle società di basket cittadine: all’ordine del giorno, appunto, l’assegnazione dei campi gara per le prime squadre e gli orari, in impianti comunali, per le attività di settore giovanile e minibasket. Un summit ormai diventato prassi che, ci auguriamo, serva anche da riflessione per le condizioni in cui versano i palazzetti e le palestre livornesi, private e comunali.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
