Il Tirreno

Livorno

il caso 

Un mezzo gol per Mazzoni: processo sospeso

Flavio Lombardi

Il giudice anziché emettere la sentenza chiede la perizia di un consulente. La difesa insiste con la teoria del bacio contaminato

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È durato meno di due ore il processo a Mazzoni, ieri nell’aula del Tribunale Nazionale Antidoping. Alle 16.25, sul “risultato” di 0-0, la seduta è stata sospesa. Sarà ripresa nelle prossime settimane. Quindi, la sentenza che era attesa per oggi o al più tardi per i primi giorni della prossima settimana, non ci sarà.

Il presidente del tribunale, Francesco Plotino, ha infatti disposto la nomina di un Ctu, un consulente tecnico d’ufficio, ritenendo necessario l’intervento di un esperto in tossicologia che possa leggere attentamente il dossier presentato dalla difesa, grazie alla perizia minuziosa del professor Francesco Maria Avato, che ha tentato di cancellare l’impianto accusatorio della Procura.

Diciamo, restando in termini calcistici, che potrebbero esserci i presupposti per l’1-0 in favore del portiere, nel caso in cui il consulente nominato dal tribunale avallasse la teoria espressa dall’avvocato di Mazzoni Antonio De Rensis, che ha chiesto l’assoluzione.

Di certo, la decisione del giudice di valutare ulteriormente la situazione è un punticino a favore di Mazzoni. Ma è anche chiaro che il giudice non potesse non tener conto della perizia del professor Avato.

Impassibile, al termine dell’udienza, il portiere amaranto ha raggiunto velocemente la stazione Termini per fare ritorno a Livorno. Si è salutato con il suo legale proprio alla stazione, dopo che i due avevano lasciato insieme, a bordo di un taxi, il Foro Italico. De Rensis, prima di salire in carrozza si è mostrato moderatamente soddisfatto. «Abbiamo raggiunto un risultato mai ottenuto sino ad oggi nel mondo del calcio – dice – dimostrando con dati scientifici l’assunzione indiretta, la contaminazione innocente, verificatasi in seguito a dei baci ricevuti da chi potrebbe aver assunto delle sostanze. L’esame delle urine risulta conseguentemente alterato. La Procura si è opposta producendo come prove dei calcoli totalmente errati e bene ha fatto il tribunale a decidere per un aggiornamento sottoponendo il caso ad un esperto che dovrà esprimersi in merito alla compatibilità dei dati elencati dettagliatamente dal nostro consulente di parte, ritenuto nel campo un vero luminare».

Questo processo, come dice De Rensis, potrebbe rappresentare un precedente importante nel mondo dello sport, se la linea difensiva di Mazzoni dovesse essere accolta. Di certo - spiega l’avvocato - è la prima volta che il tribunale nei confronti di un calciatore sospende l’udienza. Nel dibattimento la difesa ha ricordato i casi del tennista francese Richard Gasquet, ma soprattutto, del saltatore con l’asta canadese Shawn Barber che nel 2016, prima delle Olimpiadi di Rio, evitò una squalifica di 4 anni dopo essere risultato positivo alla cocaina. Assolto, dopo aver provato di averla assunta accidentalmente, baciando 24 ore prima del controllo, una escort che aveva fatto uso di droga.

«La nostra linea difensiva – riprende De Rensis – puntava proprio a smontare l’impalcatura accusatoria della Procura, con poche chiacchiere, ma con tanti fatti. Ricchi pure di numeri, tabelle, grafici. Ci siamo riusciti, ottenendo che le nostre carte siano ora viste da chi è esperto in materia».

L’avvocato però evita proclami. «Ricordo che siamo solo al primo round. Ed anche se ottenessimo il risultato pieno, non potremmo cantar vittoria. La Procura, farà senza dubbio appello al Tfn, il tribunale federale nazionale». Intanto però Mazzoni potrebbe già da subito cominciare a trovarsi una squadra per continuare a fare il calciatore. —

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