Da 76 anni dirigente Figc: un pezzo della storia va via con Nello Bartorelli
Una vita nel calcio per togliere tanti ragazzi dalla strada Stella d’oro del Coni, tra poco avrebbe compiuto 100 anni
I dirigenti della Figc provinciale stavano già organizzando tutto. «Nello farà cent’anni tra un paio di mesi, bisogna preparare una festa e invitare mezza Livorno», ripetevano nei corridoi della Federazione da settimane. Ma con la telefonata di ieri mattina dalla rsa Villa Serena, dove Nello era ospite da qualche anno, è arrivato un vero e proprio lutto per la famiglia della Figc.
Nello Bartorelli, il nonno del nostro calcio, punto di riferimento della delegazione stessa e di tutte le società dilettantistiche, se n’è andato nella giornata di martedì. Contando anche gli anni da giocatore e allenatore, è stato nel mondo del pallone livornese per 86 anni, 73 dei quali da dirigente. Sì, perché nonostante l’età e il peggioramento delle sue condizioni, era ancora tra i tesserati della Federazione come segretario.
LA RINASCITA DELLA FIGC
Fu proprio Bartorelli, nel 1946, a ricostituire il comitato provinciale della Federazione, il tutto dopo aver giocato nelle rappresentative militari durante la Seconda guerra mondiale.
«Io e altri quattro ragazzi - raccontò qualche anno fa al Tirreno - riuscimmo a fondare la nuova delegazione in piazza della Repubblica. All’epoca avevamo solo gli Juniores e gli Allievi, mentre l’Uisp gestiva i più piccoli. Il nostro obiettivo era quello di togliere i bambini dalla strada».
E così ha fatto per tutta la vita, lavorando soprattutto come segretario della Figc e occupandosi di tutto ciò che riguardava l’organizzazione, dai cartellini ai contatti con le varie società.
I PREMI E IL MOTTO
Avrebbe compiuto 100 anni il 15 luglio, Nello, ex poligrafico del Tirreno che qualche anno fa aveva perso la moglie Liliana. Una delle sue ultime soddisfazioni è stata la Stella d’oro al merito sportivo, riconoscimento prestigioso del Coni, ricevuta durante una cerimonia con i vertici regionali della Figc. «Era eccezionale - il ricordo di Paolo Pasqualetti, delegato provinciale della Figc - conosceva qualsiasi norma federale ed era straordinario anche dal punto di vista umano. Il suo motto era “aiutare tutti, privilegiare nessuno”. Ecco, io credo che queste parole siano perfette per capire il suo amore verso il nostro mondo».
Un mondo che stamani, alle 11 al cimitero dei Lupi, lo accompagnerà nel suo ultimo viaggio. —
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