Il Tirreno

Livorno

Dopo 47 sconfitte la Libertas vince e spezza il sortilegio

Francesco Parducci
Dopo 47 sconfitte la Libertas vince e spezza il sortilegio

Livorno nel campionato di basket di serie C gold, i gialloblu sbancano Montevarchi in un finale thrilling e ora puntano a evitare l’ultimo posto e la retrocessione 

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LIVORNO. «Non può piovere per sempre». Dopo un lunghissimo digiuno durato quasi venti mesi (ultimo successo gara-3 di finale promozione contro i cugini della Pielle nel maggio 2017) e dopo aver inanellato 47 sconfitte consecutive (44 di campionato e tre di Coppa) la Libertas coglie la sua prima vittoria. Non è un record, sia ben chiaro, perché la squadra di basket femminile dell’Oratorio San Giuseppe Dalmine per spezzare il sortilegio – il primo successo è arrivato la settimana scorsa – ha dovuto aspettare ben 107 gare.

Ma i ragazzi di coach Luca Martini tornano a sorridere nel giorno più importante, perché il successo in Valdarno se non basta a schiodarli dall’ultimo posto (le due squadre sono ora appaiate in classifica, ma lo scarto è largamente favorevole a Montevarchi) serve almeno a dare un senso alle prossime settimane di lavoro e alle prossime partite. Basterebbe infatti finire la regular season con una vittoria di più dell’avversaria per evitare la retrocessione diretta in serie C Silver. Poi, da cosa nasce cosa, soprattutto perché a livello psicologico prendere coscienza di poter battere gli avversari può essere determinante. Anche perché, e forse non è un caso, il primo successo è arrivato con l’esordio in campionato di Hector Salazar, giocatore che oltre al talento ha sempre dimostrato di essere un vincente. Successo sofferto, ovviamente. Primi tre quarti in equilibrio quasi perfetto, l’ultimo si apre con la tripla del giovane Bernardini (ottima stagione) che impatta sul 49 pari. Da lì è una girandola di emozioni, con la tensione per l’altissima posta in palio che attanaglia entrambe le squadre generando più errori che punti.

La Libertas comunque domina a rimbalzo (52 contro 36 con 15 a testa di Salazar e Djulovic) il che neutralizza il numero abissale di palla perse (31) e con un parziale di 2-13 vola sul 51-59 a – 3’30” dalla fine. In partite dal punteggio basso è un vantaggio enorme, ma quando da più di un anno e mezzo non hai fatto che perdere anche vincere può fare paura. Ecco che arriva la risposta dei padroni di casa in mezzo a un nugolo di palle perse con l’aggiunta del quinto fallo sia di Salazar che di Djulovic. Resta solo Armillei circondato da una banda di ragazzini. 58-59 a – 41”, dopo 0/4 dalla linea di Bernardini e Fiore, ma la mano del capitano non trema a – 21”, 58-61. Viacava ne mette 1 (58-62) rendendo inutile il tentativo di Malatesta sulla sirena, peraltro sul ferro. È la fine di un incubo.

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