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«Con me tanti imprenditori»: ecco qual è il progetto-Peiani
Livorno, la proposta ufficiale d’acquisto sarà mercoledì: Spinelli inizialmente resterebbe socio di minoranza, quota simbolica ai tifosi
LIVORNO. Giù il velo. Tra silenzi e smentite, siamo riusciti a dare un primo identikit abbastanza chiaro a quello che è il progetto-Peiani. Lo chiamiamo in questo modo perché Mirco Peiani è quello che più si è dato daffare ma non sarà comunque lui il numero uno della nuova società.
MERCOLEDÌ A GENOVA
Prima però è necessario un passo indietro di qualche ora. E precisamente intorno a mezzogiorno di ieri quando Mirco Peiani e Aldo Spinelli si sono sentiti per telefono: Peiani, come avevamo anticipato, ha comunicato a Spinelli che non sarebbe andato a Genova. Non perché il progetto fosse saltato, bensì perché c’erano dei tempi tecnici da rispettare per la creazione del nuovo soggetto giuridico che formulerà la proposta ufficiale. Soggetto che, ha garantito Peiani a Spinelli, sarà pronto martedì per cui mercoledì mattina Peiani sarà a Genova con la proposta d’acquisto ufficiale. E stavolta, così garantiscono da Livorno, non ci saranno rinvii.
Aldo Spinelli ha concesso questa ulteriore proroga, mentre il figlio Roberto sarebbe stato quello un po’ più perplesso dopo l’ennesimo rinvio.
IL PROGETTO
Preso atto di questa situazione, cerchiamo di capire qual è il vero progetto del gruppo-Peiani.
Più che di una cordata, qui siamo di fronte ad un vero e proprio consorzio. Un po’ come avviene sempre più spesso nelle società di basket. Ci sarebbero già 10-12 soggetti pronti ad aderire al progetto, in percentuali diverse e dunque con quote diverse, con cifre che vanno da 50mila ai 200mila euro. Si tratta di imprenditori che operano in ambito portuale, delle costruzioni, delle infrastrutture e del turismo. I nomi? Quasi tutti hanno chiesto il patto di riservatezza ma qualcosa inizia a trapelare. Tra questi il gruppo Laviosa, Renzo Conti che opera nel settore marittimo, il gruppo Abate che opera in costruzioni e movimentazioni a terra .
LA MAGGIORANZA
Ma attenzione, perché il progetto nasconde un’altra novità. Questo consorzio ha intenzione di prendere subito la maggioranza del Livorno, attestandosi attorno al 60-70% del capitale, lasciando al momento Spinelli socio di minoranza intorno al 30-40%.
Perché questo passaggio? Perché “l’uomo forte” oggi non c’è, non esiste qualcuno in grado di prendere il 60% e comandare. Ma in realtà ci sarebbe un fondo inglese pronto a diventare il “socio forte” : ingresso che però potrebbe arrivare solo tra qualche mese.
Una volta che questo fondo inglese potrà uscire allo scoperto, allora dovrebbe prendere il 30-40% delle quote. Prendendo dunque la porzione più grande delle quote.
«AMICI DEL LIVORNO»
Oltre a Peiani, anche Roberto Piccini e Marco Susini si stanno muovendo senza sosta per dare solidità a questo progetto. Tra i tantissimi soggetti contattati, c’è anche qualcuno che non ha certo la forza economica per entrare con quote ma si è detto disposto a dare una mano. Così si vorrebbe creare una sorta di gruppo “amici di Livorno” al quale sarebbero pronti ad aderire alcuni imprenditori. In questo gruppo si vorrebbe inserire anche Massimo Moratti.
UNA QUOTA AI TIFOSI
C’è poi la volontà di riservare una piccola quota anche alla tifoseria. Non si può parlare di azionariato popolare perché l’obiettivo non è fare soldi. L’idea è quella di dare questa quota come gesto simbolico, per inserire nel Cda anche un rappresentante dei tifosi che possa verificare e vivere direttamente la gestione della società.
LA NOTA DI PEIANI
Mirco Peiani ieri sera ha diramato un comunicato che riportiamo integralmente.
«In questa fase nel corso della quale si sono letti molti articoli sul tema Livorno calcio, ritengo doveroso precisare che stiamo lavorando con il massimo impegno per definire una soluzione che da un parte venga incontro alla volontà della Famiglia Spinelli, che dopo 20 anni, desidererebbe modificare il proprio impegno sportivo su Livorno e dall’altra risulti adatta a contribuire e salvaguardare il futuro del Livorno Calcio e del suo ruolo nella città».
«Stiamo, quindi, lavorando, io personalmente ed altri operatori livornesi, a consolidare lo strumento societario più idoneo, che consenta una partecipazione ampia di operatori livornesi e da amici del Calcio Livorno e della città per completare il percorso intrapreso di intesa con la famiglia Spinelli per raggiungere serenamente gli obiettivi che tutta la città auspica mantenendo sempre alti i valori della nostra squadra».
QUALE FORZA?
Ribadiamo ancora una volta che queste sono le notizie. Poi ognuno si può fare la sua idea. Fermo restando tre cose. 1) non è Peiani che si è messo in testa di comprare il Livorno, ma Spinelli che a novembre ha detto “lascio” per cui tutto questo lavoro è stato per trovare una alternativa. 2) la solidità del gruppo-Peiani si potrà inevitabilmente valutare solo quando tutte le carte saranno in tavola, e la città chiaramente dovrà essere informata in modo limpido su nomi, assetto, progetto e ambizioni. 3) Spinelli avrà ricevuto non meno di 50 offerte da parte di persone non in grado di gestire il Livorno e le ha sempre rifiutate, per cui anche stavolta sarà comunque lui il primo a verificare le garanzie.
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