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Bulgarella, soldi inglesi e imprenditori portuali: ecco cosa e chi c’è dietro alla cordata di Peiani

Gianni Tacchi
Bulgarella, soldi inglesi e imprenditori portuali: ecco cosa e chi c’è dietro alla cordata di Peiani

Livorno, si accelerano i tempi per presentare a Spinelli un’offerta di acquisto per il Livorno entro il 15 gennaio  

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LIVORNO. Una cordata, magari con un imprenditore forte al centro del progetto e intorno diversi soci vicini alla città. È così che si sta delineando il lavoro di Mirco Peiani, direttore generale e socio di minoranza del Livorno, ma soprattutto figura chiave nella partita del futuro amaranto. La riservatezza è alla base degli incontri e dei contatti che il patron di Uappala Hotels sta portando avanti («altrimenti nessuno si mette a un tavolo anche solo per parlare», ha detto ieri lo stesso Peiani al Tirreno), ma il quadro sembra più chiaro rispetto a qualche settimana fa.

L’imprenditore

Partiamo dall’imprenditore straniero: intanto sarebbe legato a un fondo inglese, non lo stesso che si avvicinò al Livorno due anni fa, e per il momento avrebbe mostrato grande interesse a entrare nel progetto con una quota non indifferente, diventando eventualmente il socio di maggioranza del nuovo club.

Per arricchire la cordata sono stati poi contattati alcuni operatori portuali, compreso chi ha attività importanti e interessi nella nostra città, e sono arrivate un paio di disponibilità da approfondire, dunque non ancora definitive.

Ma non è tutto qui, perché poi ci sono lo stesso Peiani (oggi ha il 30% ma potrebbe scendere al 10-20) e l’imprenditore Andrea Bulgarella, che ha messo gli occhi sulla “Cittadella dello sport” ma in ogni caso potrebbe occuparsi della costruzione di un nuovo centro sportivo per il Livorno.

DIETRO LE QUINTE

Nel progetto di costruire un post-Spinelli all’altezza della situazione e dare quindi un futuro importante al Livorno, ci sono anche due figure che per il momento sono rimaste lontane dai riflettori: sono Roberto Piccini, ex numero uno della Porto 2000, e Marco Susini, deputato per dieci anni dal 1996 e successivamente presidente dell’Interporto.

Entrambi molto conosciuti in città e non solo, stanno lavorando al fianco di Peiani nel tentativo di formare la cordata capace di rilevare il club amaranto, senza però farne parte: contatti, telefonate e incontri da alcune settimane, a partire proprio dal mondo portuale. E il lavoro si è intensificato negli ultimi giorni, anche perché tutti sono rimasti spiazzati dalla deadline di Aldo Spinelli, che ha parlato di «cessione della società da definire entro il 15 gennaio», cioè martedì prossimo.

In realtà, in base a quanto ricostruito, ci sarebbero appuntamenti fissati per la seconda metà del mese, ecco perché quasi sicuramente alcune risposte arriveranno almeno tra dieci giorni.

LE MOSSE DI SPINELLI

Nel frattempo Aldo Spinelli dovrebbe partecipare all’assemblea di domani mattina della Lega di serie B, mossa che farebbe dubitare qualcuno della reale volontà di cedere il Livorno. Inoltre alcuni club e tifosi storici stanno organizzando una festa per i suoi vent’anni da presidente amaranto, traguardo che toccherà – anzi, dovrebbe toccare – tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo. «Intanto pensiamo alla salvezza – prova a spostare l’attenzione Enrico Fernandez Affricano, ex presidente amaranto e ora consulente della società, una sorta di braccio destro di Peiani – in ogni caso confermo ancora una volta che stiamo lavorando, stiamo facendo il massimo per il futuro del club, e potrebbe venir fuori presto qualcosa di molto interessante. Ma se il cambio di proprietà non sarà ora, visto che a inizio anno gli imprenditori riattivano il giro commerciale e sono pieni di impegni, sarà nel giro di una o due stagioni: su questo non ci sono dubbi, Spinelli non può essere eterno. E noi, comunque sia, vogliamo farci trovare pronti».
 

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