Il Tirreno

Livorno

Prendiamoci il punto, di solito queste partite si perdono...

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Il petardo di fine anno stava per scoppiarci in mano. Tutti felici e garosi siamo andati ad affrontare il Padova pronti ai fuochi d’artificio ma, per come si era messa, prendiamoci un bel punto e non ci lamentiamo troppo. Perché queste partite, di solito, si perdono.

L’1-1 finale è figlio di due partite: primo tempo col Livorno fantasma e il Padova a fare la partita (con gol della domenica trovato all’ultimo secondo), ripresa con loro chiusi dietro e gli amaranto che in ogni modo provavano a sfondare. Non è stato un bel Livorno, va detto. Un passo indietro rispetto a Carpi ma anche ai pareggi con Verona e Palermo, forse anche un po’ di stanchezza dopo un tour de force che ci ha portati comunque nel gruppone. Chiudere il girone di andata quartultimi, con 2 punti di vantaggio sulla terzultima (che va in C diretta) e a soli 4 punti dalla salvezza diretta, è già un’ottima cosa considerando in che condizioni eravamo. Chi non ci avrebbe messo la firma.

Il Livorno ha sofferto fin dall’inizio, imbrigliato nel 4-5-1 del Padova ma anche poco aggressivo. Il primo campanello d’allarme è stato un tiro di Clemenza al 22’ che Mazzoni in volo ha deviato in angolo. Ma il pericolo non ha svegliato il Livorno, sempre troppo compassato e incapace di ringhiare sul giro palla del Padova che alla mezzora ci ha provato con Pulzetti da fuori e meno male che Bogdan ci ha messo la testa deviando in angolo.

Una punizione di Diamanti deviata da Merelli è stato l’unico squillo del Livorno che ha subito la beffa al 46’, nell’unico minuto di recupero: un tiro non certo irresistibile di Clemenza ha trovato la deviazione di Di Gennaro infilandosi nel lato opposto rispetto a dove era diretto. Il peggior momento per prendere gol.

E meno male che nella ripresa è entrato in campo un altro Livorno, quantomeno nello spirito. Il possesso palla è cambiato, il Livorno ha preso metri, il Padova ha iniziato a chiudersi. Ma senza i colpi di genio di Diamanti e con Giannetti spento, il gol è rimasto a lungo una chimera. L’aiutino è arrivato alla mezzora grazie a Contessa che in area, senza avversari intorno, si è avventato male sulla palla colpendola di mano. Conoscendo Bisoli, non vorremmo essere stati in lui sul pullman di ritorno. Comunque: rigore netto e dal dischetto AD23 ha fatto 1-1.

Ci sarebbe stato tempo per vincerla, ma anche per perderla perché un paio di volte in contropiede il Padova ci ha fatto tremare. Quindi alla fine va bene così. Ora la pausa per la squadra, ma non per la società: chi comanda ci dimostri che si vuole salvare mettendo dentro gli acquisti che chiede Breda. —

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