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Tutti bravi ma comprate subito a Breda una punta vera
Ci avremmo messo la firma sul pareggio. Fino alle 15 avremmo portato noi foglio e penna, poi verso le 15,30 avremmo nascosto la penna e alle 17 eccoci qui a commentare uno 0-0 che ci sta stretto come un piumino taglia S a Mazzoni. E’ stato un bel Livorno, c’è poco da dire: anche perché di fronte c’era il Verona, mica l’Albissola (con tutto il rispetto), squadra costruita per vincere che si permette di tenere in panchina Pazzini col cui stipendio (1 milione 350mila euro netti…) noi ci paghiamo il 70% della squadra.
Meritavamo di più perché il Livorno è stato superiore al Verona sotto ogni profilo: del gioco, dell’agonismo, della corsa. E allora perché non abbiamo vinto? Semplice, perché oggi ci manca un attaccante che capitalizza ciò che creiamo. Ed è qui che bisogna intervenire a gennaio se vogliamo salvarci. Non c’è bisogno di una rivoluzione, il Livorno è cresciuto tanto e giocatori che sembravano impresentabili (tipo Bogdan e Agazzi) ora stanno in campo alla grande. Ma una punta va presa. E che sia una punta forte. Perché Breda sta dando il massimo, la squadra sta dando il massimo, adesso anche la società faccia il suo.
Partita preparata bene e giocata bene, con un 3-4-1-2 che sta dando solidità dietro (Mazzoni inoperoso) ma è anche sempre propositivo. Per Diamanti si sprecano le parole, ha giocato con antidolorifici e un ginocchio malconcio, ha preso botte e pedate, ma ha guidato ogni azione d’attacco con l’appoggio di Valiani e con le spalle sempre coperte da Luci e Agazzi.
Il Livorno se l’è giocata da subito in modo intelligente. Lasciando al Verona un po’ di possesso palla ma sempre sterile, con la linea difensiva a 5 sempre ben posizionata grazie a Gasbarro e Valiani puntuali a ripiegare per dare manforte ai tre centrali. Verona autoritario fin quando all’11’ Silvestri è dovuto uscire a valanga su Murilo fuori area su una ripartenza, rischiando pure il rosso e cavandosela con una ammonizione. Qui i gialloblù si sono impauriti e il Livorno ha preso campo. Fino a quando alla mezzora Diamanti con un gran sinistro è andato a sfiorare il palo.
Ma gli amaranto sono cresciuti ancora nella ripresa, tra l’altro dimostrando una condizione fisica invidiabile. La catena di destra Valiani-Diamanti ha sfornato palloni e giocate, in mezzo Agazzi e Luci si divoravano il centrocampo gialloblù mentre dietro Di Gennaro e soprattutto Bogdan cancellavano ogni pericolo.
E c’era anche un rigore su Diamanti: riguardando le immagini, il difensore prende Alino pieno sul piede. Ma figuriamoci se ci concedono un rigore a noi... Il Livorno ci ha provato fino all’ultimo, il Verona si è visto solo con una punizione alta all’ultimo secondo. E ora pensiamo a Carpi. Senza Diamanti ma con una squadra che gioca e sa cosa vuole. —
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