Il Tirreno

Livorno

Un Big-Mac di Potenza: «Contro il mio passato sogno una vittoria»

Eva Bertolacci
Un Big-Mac di Potenza: «Contro il mio passato sogno una vittoria»

Livorno, faccia a faccia con Graziano Maccarone, centrale della Fonteviva  «Dobbiamo fare bene per conquistare i nostri tifosi» 

2 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Domenica 16 dicembre Graziano Maccarone giocherà contro il suo passato, Potenza Picena. Tanta voglia di fare bene per il centrale classe ’96 originario di Vibo Valentia, chiamato ancora una volta a una prova importante: «La voglia di vincere contro la mia ex squadra è tanta. Vincere sarebbe molto importante perché la classifica è corta e quei punti ci permetterebbero di sorpassarli. Conosco tre dei giocatori rimasti dalla passata stagione: l’alzatore Monopoli è molto esperto, con varie esperienze anche in A1. È un giocatore rognoso, gioca molto al centro quindi lo conosco in modo particolare. Oltre a lui c’è la banda Paolo Di Silvestre e il centrale, Jacopo Larizza, che era il mio coinquilino l’anno scorso: ci siamo sentiti in questi giorni e non vedo l’ora di incontrarlo domenica».

Come procede invece il rapporto con i tuoi compagni di squadra?

«Siamo un gruppo giovane e affiatato, ogni anno per me è una scommessa nuova, entrare in un nuovo ambiente, in un nuovo gruppo non è mai semplice ma ci stiamo conoscendo e integrando nel miglior modo possibile. Tra tutti l’unico con cui avevo giocato in passato è Alessandro Paoli a Vibo Valentia, nella mia prima stagione in Serie A, gli altri li ho conosciuti tutti come avversari. Il mio compagno di stanza al Continental è Gianluca Loglisci e mi trovo molto bene».

Un giudizio sulla stagione quando siamo quasi alla fine del girone di andata?

«Direi bene, forse potevamo fare qualche vittoria in più, ma il girone è competitivo, con tante squadre attrezzate. Dobbiamo sbloccarci in trasferta, dove abbiamo raccolto solo una vittoria e il nostro approccio alla gara è sempre molto timoroso, mentre in casa riusciamo a esprimerci meglio. Non possiamo sempre appellarci al fatto della giovane età però, dobbiamo cominciare a fare punti anche fuori se vogliamo puntare in alto. Le prime quattro parteciperanno ai play-off e alla Coppa Italia, perciò è nostro dovere provarci».

Sei cresciuto a Vibo Valentia: al sud i campi sono tradizionalmente più caldi, come si può fare per portare al PalaBastia più gente?

«A Vibo Valentia c’era una tradizione di vent’anni, qui la pallavolo che conta è tornata dopo tanti anni e il pubblico va un po’ conquistato. Per questo è importante fare bene e far venire i tifosi col passaparola».

Quali sono i tuoi punti di forza come centrale?

«Mi piace l’attacco, soprattutto la sette che è la mia palla preferita. So che è strano, in genere si dovrebbe rispondere il muro ma io preferisco attaccare».
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il futuro del cantiere

Salvataggio Tigs, le offerte giuste: «Partono da 250 milioni di euro» – Chi sarà a decidere e tutti gli scenari possibili

di Giovanna Mezzana