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Livorno

Squadra viva, ora comprate a Breda una punta vera

Breve storia triste: poteva finire 3-0. E invece eccoci qua a cercare lampi di speranza in uno 0-0 che ci sta stretto come una taglia small a un giocatore di basket. Ma soprattutto eccoci qua a...

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Breve storia triste: poteva finire 3-0. E invece eccoci qua a cercare lampi di speranza in uno 0-0 che ci sta stretto come una taglia small a un giocatore di basket. Ma soprattutto eccoci qua a cercare di capire come ha fatto l’arbitro, il fiorentino Baroni, a non fischiare rigore sul fallo di Paleari su Murilo a inizio ripresa. Incredibile. E’ riuscito a fischiare punizione dal limite per un fallo (netto) commesso un metro dentro. Sfidiamo chiunque dei 5000 presenti allo stadio a non aver visto che il fallo era in area: e non esiste che un arbitro a 3 metri dal punto dell’impatto, possa sbagliare. E il guardalinee che ci faceva? Ci sono tanti episodi dubbi, ma questo di dubbio non aveva un bel niente.

Quel rigore avrebbe fatto tutta la differenza del mondo. Perché il Livorno stavolta ha giocato una bella partita, soprattutto nel secondo tempo. Non scordiamoci che di fronte c’era un Cittadella quarto in classifica, con la miglior difesa, reduce da 6 risultati utili, squadra che gioca a memoria. E doveva perdere. Il guaio è che oggi il Livorno non ha una punta che la butta dentro. Se qualcuno vuole bene a Breda e al Livorno, deve comprare un attaccante vero. Ma vero.

Le mosse di Breda? Ottimi risultati. Sia per il modulo (3-4-2-1) che per la compattezza. Il Livorno ha giocato sciolto e non si è mai disunito, non ha avuto down nel rendimento, a tratti ha proprio schiacciato il Cittadella che pure non è l’ultima arrivata. Il centrocampo con Rocca e Agazzi ha mostrato dinamismo, Valiani a destra ha fatto alla grande la doppia fase, il solito Diamanti ha regalato giocate da leccarsi i baffi. Male invece Raicevic, così così Murilo e purtroppo la grande mole di lavoro non è stata finalizzata.

In ogni caso non si può dire che il Livorno sia baciato dalla fortuna. Perché chissà che partita sarebbe stata se quel siluro di Valiani dopo appena 6’ non fosse andato a stamparsi sull’incrocio dei pali a portiere battuto. Ma quella è stata solo la prima occasione. Ce ne sono state almeno sei nitide: un colpo di testa di Dainelli, un destraccio di Raicevic, il mancato rigore, un tiro a botta sicura di Gasbarro respinto quasi sulla linea addirittura da Gasbarro, un tiro di Giannetti che il portiere si è trovato casualmente in mano. Che peccato. Ora evitiamo di guardare la classifica sennò ci prende la depressione e trasformiamo in energia positiva questa bella partita.

Ultimo capitolo per la presenza dell’imprenditore Andrea Bulgarella in tribuna. Lui ha smentito al Tirreno di essere interessato al Livorno ma la sua presenza non può essere casuale, al di là dell’amicizia (e dei rapporti di lavoro) con Mirco Peiani. Di certo a Bulgarella non manca la forza economica per rilevare il Livorno. E se viene allo stadio non lo fa certo per passare un pomeriggio. Attendiamo gli sviluppi. —

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