Weekend di lavoro Breda disegna un nuovo Livorno e aspetta anche Luci
Il capitano e Giannetti potrebbero andare in panchina mentre Porcino è sempre fermo Attese novità tattiche per dare più sostanza davanti
LIVORNO
Archiviata la sosta, salutare per il Livorno alle prese con il cambio di allenatore, ma pure lunga e noiosa, da oggi si torna in clima campionato. Con il primo allenamento settimanale gli amaranto mettono nel mirino il Cittadella, squadra assai pericolosa, che fonda le proprie certezze tattiche su meccanismi oliati da anni. Ritroveremo l'ex Manuel Iori, primo, antico partner di centrocampo di Andrea Luci nella stagione 2010/11.
Non è però affatto il caso di farsi prendere dai sentimentalismi anche perché il “Citta” quando c'è stato da affondare il colpo lo ha fatto visto che all'Ardenza vinse nel 2012 il giorno del ritorno in campo del Livorno dopo la morte di Morosini e nel marzo 2015 al debutto di Panucci in panchina.
Debutterà anche Breda, all'Ardenza con i granata, e quando si girerà verso la panchina vedrà il capitano. Luci, infatti, da oggi torna in gruppo dopo l'infortunio muscolare che lo tiene fuori dal 29 settembre e - salvo imprevisti - sarà convocato.
Ne avrà invece per un altro po' di tempo Antonio Porcino pure lui fermo per una noia muscolare. Peccato perché l'esterno ex Catania è uno degli acquisti azzeccati. Tra i convocati ci sarà anche Giannetti. Per il resto l’infermeria è vuota e dopo gli addii di Zhikov e Frick, anche la densità abitativa dello spogliatoio è calata.
Nel frattempo Breda continuerà a sperimentare uomini e schemi. A Cremona lui era in sella da tre giorni per cui non gli si poteva chiedere la luna nel pozzo. Sabato pomeriggio, con oltre 15 giorni di lavoro sul campo con il gruppo, potrebbe esserci la tanto agognata scossa. Di certo, convocazioni e undici titolare ci faranno capire su quali giocatori intende puntare l'allenatore di Treviso. Almeno nell'immediato. Almeno fino a gennaio. Poi qualcuno dovrà decidersi a fare mercato altrimenti il destino rischia di essere segnato. —
FABRIZIO PUCCI
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