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La prima mano di Breda a carte coperte: «Formazione segreta, firmo per un pari»

Flavio Lombardi
La prima mano di Breda a carte coperte: «Formazione segreta, firmo per un pari»

Il nuovo tecnico non svela il modulo contro la Cremonese ma si va verso una difesa a quattro. «Non ho chiamato Lucarelli. Dainelli? Ha bisogno di tirare il fiato, ma in futuro ci sarà molto utile»

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LIVORNO. Roberto Breda esordisce sulla panchina amaranto con la stessa avversaria della scorsa stagione: la Cremonese. Allora fu un 3-3 «sul pari ci metterei la firma, risultato buono per il morale prima della sosta».

Ha impiegato più tempo a parlare coi giocatori, o a provare ad applicare qualche accorgimento tattico?

«Ho parlato poco. Serviva entrare subito nel clima partita e impostare un certo tipo di lavoro. Siamo ultimi e dobbiamo pensare al concreto. Dopo Cremona, avremo più tempo per tutto».

Primo match, subito alcune scelte…

«Ho chiesto a tutti quanti disponibilità e non chiudo le porte a nessuno. Voglio gente che metta davanti gli interessi del Livorno e faccia a gara per mettermi in difficoltà».

La squadra ha metabolizzato l’esonero di Lucarelli? Ha chiamato il mister?

«No, non l’ho chiamato, è una condotta di politically correct che trovo ipocrita. Il gruppo è dispiaciuto di non avere più il vecchio tecnico, tuttavia, ho subito trovato terreno fertile, un classico di chi ha voglia di dimostrare di valere più di quanto non dica la classifica».

Differenze con altre situazioni vissute in passato?

«In momenti simili, l’atteggiamento è un po’ il medesimo ovunque, perché i giocatori hanno voglia di riscatto. Ma è in partita che poi si vede la magagna. Quindi aspettiamo il 95’ e poi ne saprò di più. Augurandomi di uscire dal campo e aver motivo per essere soddisfatto. Dobbiamo trovare equilibrio e restare sempre in partita anche sotto di un gol, senza perdere le distanze».

Col suo arrivo, lente d’ingrandimento sulla difesa. Ha già speso buone parole per il Livorno di Venezia schierato a quattro dietro. Possibile vederlo così anche allo Zini?

«Diverse le soluzioni ma nulla di definitivo. E se avessi già individuato la migliore soluzione, non lo direi. Meglio non dare vantaggi. Qualsiasi arma, di questi tempi è buona. Compresa la pretattica».

Come affrontare la Cremonese?

«Conosco bene Rastelli, uno che cambia moduli. Ad Avellino aveva la difesa a tre, a Cagliari a quattro. La sua squadra, dietro, è solida. Ma abbiamo già studiato qualche loro punto debole sul quale provare a far male con soluzioni in avanti che ho in mente».

Maiorino e Diamanti per Lucarelli non potevano coesistere. Per lei?

«Mai dire mai. C’è un bel reparto offensivo e col tempo vedremo di sviluppare quel che è meglio. Datemi tempo...».

Senza Mazzoni, è un bel problema…

«Luca, lo conosco dai tempi di Terni. Per qualità e personalità è importantissimo. Ora però c’è l’occasione per Zima o Romboli. Hanno lavorato bene e non ho alcuna ansia».

Quando vi siete visti con Diamanti, è scappato un sorriso? E il morale di Dainelli?

«Alino ha avuto un atteggiamento da grande. È una fortuna avere elementi così. Dainelli è molto sensibile. Forse ha bisogno di tirare il fiato, ma ci sarà utilissimo».

Ha scelto il suo secondo e il preparatore?

Si, arriva Simone Baroncelli (già secondo di Sottil l’anno scorso) e Donatello Matrangolo col quale lavoro da sette anni». —
 

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