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Idee di gioco e coraggio: è un Livorno che cresce

Alessandro Bernini
Idee di gioco e coraggio: è un Livorno che cresce

Il calendario non aiuta ma bisogna tener duro le prime giornate. Dainelli, Porcino e Diamanti le note migliori

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LIVORNO

Ci sono diversi modi di perdere. A essere sinceri, quella di Pescara è una sconfitta da mangiarsi le mani. E anche un po’ di gomiti. Perché immeritata e perché non è girato mezzo episodio a nostro favore: dal rigore sbagliato, a quelli subiti, dall’incrocio dei pali di Kozak all’incredibile salvataggio sulla linea all’ultimo secondo su Di Gennaro.



Lasciamo stare chi già storce il naso, perché tanto bisogna convivere con tutti. Al di là della sconfitta, oggi è giusto valutare ciò che di buono ha fatto il Livorno. Cristiano Lucarelli sta dando una nuova filosofia alla squadra: si cerca sempre di giocare palla a terra, i difensori e i centrocampisti bassi non devono mai lanciare, l’obiettivo è fare possesso e togliere il pallino agli avversari. Non è operazione che si fa in un quarto d’ora. Ma ci sono stati dei segnali incoraggianti. È importante avere personalità, non andare in tilt dopo uno o due palloni persi. In questa ottica la crescita di Luci e il rientro completo di Diamanti aiuteranno molto.



Cosa è piaciuto è stato soprattutto il carattere del Livorno. Fallito il rigore e subite due reti su penalty, poteva crollare il mondo addosso. Invece la reazione c’è stata, con gioco, gambe e coraggio. Lucarelli sta dando anche un’anima a questa squadra, lo spirito livornese di cui si è parlato tanto.



I migliori in campo sono stati due nuovi acquisti. Bravo sulla fascia sinistra Porcino: un gol, tanti cross, molte proiezioni dal primo all’ultimo minuto. Interprete perfetto per il 3-5-2, ottima scelta di Lucarelli che se l ’è portato da Catania. E poi ha impressionato Dainelli, ministro della difesa: tutto con eleganza, semplicità e dinamismo. Bene anche Valiani, Diamanti quando è entrato e (seppur con qualche errore) ci è piaciuta la personalità di Di Gennaro.



Chiaro, non è che bisogna fare sviolinate e tralasciare che c’è anche qualcosa che non va. Ad esempio a Pescara siamo stati troppo macchinosi in attacco, con Giannetti non in giornata e Kozak che ancora fa fatica a incidere (anche se l’incrocio dei pali trema ancora dopo il suo colpo di testa). Bisogna poi essere un po’ più concreti nelle ripartenze ed evitare errori di una banalità disarmante come quelli commessi in occasione dei due rigori.



La partita di Pescara ha ribadito che il Livorno ha come unico obiettivo la salvezza, ma che ha le carte in regola per giocarsela. Anzi, forse abbiamo un pizzico in più di ottimismo oggi che non dopo il precampionato.

Ma bisogna stringere i denti. Perché il calendario iniziale è complicato: dopo la sosta arriverà il Crotone (a nostro parere una delle tre più forti), poi trasferta a Cosenza con loro che debutteranno in B sul proprio campo dopo 15 anni (immaginatevi il clima). Calma e sangue freddo. La stagione è lunga ma nella battaglia ci siamo anche noi. —

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