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Gli abbonamenti non volano 500 meno dell’anno scorso

Flavio Lombardi
Gli abbonamenti non volano 500 meno dell’anno scorso

Eravamo tra le città più innamorate, ora valiamo meno della metà del Benevento Peiani puntava a 8000 tessere, ma precampionato e mercato hanno deluso

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LIVORNO

Meno tre al debutto in campionato, meno tre al gran ritorno in serie B, meno tre alla stagione amaranto numero 26 nella serie cadetta.

Ti aspetti che tra i tifosi salga la febbre, ti aspetti che gli abbonamenti volino, ti aspetti un mini-esodo per la prima uscita a Pescara. E invece il clima è tiepido. I piedi per terra tenuti dalla società quando ripete che l’obiettivo è la salvezza, il mercato spentino (Diamanti a parte), il precampionato così-così della squadra di Cristiano Lucarelli, le prime uscite in Coppa non esaltanti hanno un po’ raffreddato anche il fuoco dei tifosi, complice - certo - un calcio sempre meno romantico, fatto troppo di tornelli, stadi scomodi, partite “spezzatino” che dividono ogni giornata dall’anticipo del venerdì al posticipo del lunedì, senza scordare i veleni portati dai ricorsi di sei club.

C’è un dato, al di là delle sensazioni (che pure sono tangibili), che parla: è il numero degli abbonamenti. Siamo quasi 500 sotto rispetto a quelli fatti l’anno scorso in C. Certo, alla fine della campagna mancano ancora due settimane (la prima uscita al Picchi è in programma il 17 settembre), ma le sottoscrizioni sono aperte dal 9 luglio, oltre 50 giorni fa, e per una squadra neopromossa, per una piazza come Livorno, siamo un po’ bassini. Se si pensa che nel 2002 il ritorno in B portò 6761 tessere...

Eppure la stagione era iniziata bene, dopo che il patto di ferro fra società e tifosi della scorsa stagione aveva funzionato portando al ritorno tra i cadetti e nonostante il passo falso della festa promozione saltata: per molti fu uno sgarbo. Il mercato all’inizio non era dispiaciuto: l’arrivo di Lucarelli, quello di Diamanti in primis, avevano dato la prima scossa al botteghino. Forse le aspettative del direttore generale Mirco Peiani potevano sembrare esagerate quando chiedeva ottomila abbonamenti, ma si poteva pensare di arrivare facile verso quota seimila. Avvicinandoci al record del 2002/03, stagione del ritorno in questa categoria, quando la gioia era alle stelle dopo l’impresa di Treviso. Per ora non è così.

Le ultime battute della campagna trasferimenti ritenuta da tanti sportivi al rallentatore, i troppi nomi quasi raggiunti e non afferrati, hanno congelato la fila al Punto amaranto. Il livornese, per carattere, vuole vincere, ha ambizione. Sentir parlare di salvezza fa venire l’orticaria. L’anno scorso, come dicevamo, per vedere la serie C, reduci da un campionato sfortunato e che aveva già portato il ritorno di Protti in società, 3974 tifosi hanno fatto l’abbonamento. I 3510 carnet, raggiunti alla chiusura di ieri sera, non stanno rendendo giustizia alla nostra tradizione, fatta di attaccamento ai colori. La speranza è di una buona partenza domenica che dia una nuova impennata.

Di certo oggi non è solo il confronto col passato a relegarci in una posizione anonima, ma anche quello con le altre società di serie B. La speciale classifica degli abbonamenti attualmente ci vede all’ottavo posto. Dietro ai quasi 9 mila di Benevento, i 7500 di Verona e i 7300 di Foggia, i 6500 di Lecce e i quasi 5 mila di Salerno e Padova, con Perugia che ormai è alle porte dei 4 mila. Si precedono piazze altrettanto importanti e ambiziose come Pescara (12°), Brescia (14°) e Palermo (15°). Ma Livorno può e deve fare di più. —

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