Una città, una maglia, un amore Il Livorno torna in mezzo alla gente
Tour in città per un video in vista della campagna abbonamenti, mentre il Magnozzi premia 15 tifosi
livorno
Lo sfondo della Fortezza Vecchia, poi quello dei 4 Mori. Infine, Piazza della Repubblica davanti alla statua di Leopoldo II e, come fondale, quasi si fosse a teatro, la Fortezza Nuova. Sono le tre location scelte dal videomaker Luca Dal Canto per girare le scene dello spot che lancerà, entro il fine della prossima settimana, la campagna abbonamenti del Livorno Calcio. Scene di esultanza, la coppa consegnata da Gravina contro il Lecce, destinata a ciascuna vincitrice del proprio girone in campionato, baciata da tutti i protagonisti. Comuni tifosi di entrambi i sessi, giovani e meno giovani, ai quali si è aggiunto, buon ultimo, Simone Fulciniti, attore labronico. Supervisione, del responsabile marketing Maurizio Laudicino. Tutto si è consumato in un paio d’ore (dalle dieci a mezzogiorno) sotto gli occhi dei passanti, in alcuni casi semplici curiosi che hanno assistito alle varie fasi sostando dietro la camera, ma spesso, invece, entrando direttamente in scena, a piedi o anche in bicicletta, diventando inconsapevolmente comparse del cortometraggio che poi vedremo.
Tutto più naturale, secondo il regista. Con maglie di scena, una bianca senza nome ed una amaranto targata Valiani, uscite per l’occasione dal magazzino della società, i protagonisti hanno proceduto a vestizioni veloci sotto il sole cocente di una tranquilla mattinata livornese. Ricordando quanto bello sia andare allo stadio, tifare sui gradoni del Picchi o in giro per l’Italia sferzati dal libeccio, o sotto il sole, o con il vento, con il freddo e persino con la neve. Chi, vanta di aver vissuto i tempi di un’Ardenza formato Maracanà, chi ritiene l’appuntamento settimanale con la propria squadra come una cosa di cui non si può fare a meno. Una dipendenza. Che merita di essere soddisfatta con una bella tessera stagionale da prenotare al Punto Amaranto.
Ecco i nomi di tutti i partecipanti: Renato Stoppa, Erico Pulcinelli, Sara Quercioli, Maila Pera, Sonia Salossi, Stefano Ungarini, Filippo D’Andrea, Riccardo Ferretti, Tommaso Dello Sbarba, Simone Fulciniti.
Quindici personaggi da premiare ogni anno. Ciascuno, per una motivazione. Semplici tifosi in genere, che occupano qualsiasi settore dello stadio. Ma anche il Questore di Pisa (assente giustificato), il livornesissimo Paolo Rossi, che di domeniche trascorse in servizio all’Armando Picchi, ha perso il conto. O il vice delegato del Coni di Livorno Mario Fracassi e il politico Marco Susini.È la cerimonia sobria che si è consumata al Club Magnozzi, voluta dal suo presidente Enrico Fernandez Africano e che ha visto applausi incessanti quando è stato chiamato a ritirare il riconoscimento consegnato da Mauro Penco, Pasquale Lamberti. È stata ricordata la figura di Gianfranco, l’ex sindaco della nostra città, il suo amore per Livorno e per il Livorno.
Ma con le parole di Paolo Ciampi, nipote dell’ex presidente della Repubblica, si è conosciuto un lato sconosciuto di Carlo Azeglio. Tifoso amaranto da sempre, con l’avvento delle pay TV e con la squadra in serie B e in serie A, poteva finalmente seguire la propria passione sportiva anche dalla sua residenza romana. Ricordava sempre con piacere quando tutta la squadra, con il presidente Aldo Spinelli, Igor Protti e Cristiano Lucarelli in testa, lo andarono a trovare nella Capitale e ci fu la diretta televisiva all’altare della Patria sotto gli occhi di Fabrizio Frizzi.
Così come considerava una pagina personale importante la visita allo stadio in occasione del primo match nel massimo campionato dopo 55 anni, contro il Chievo. Parole e musica per Luca Mazzoni e il dg Mirco Peiani, intervenuti. Ecco i nomi degli altri premiati: Federico Mazza, Franco Disegni, Federico Trumpy, Carlo Scardigli (ex dirigente), Paolo Maiuri, Paolo Nassi (ex dirigente), Massimo Pierucci, Paolo Regoli, Enrico Parisi. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
