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Livorno

C’è troppa Virtus in questa Roma il sogno Don Bosco finisce ai quarti

di Andrea Masini
C’è troppa Virtus in questa Roma il sogno Don Bosco finisce ai quarti

Basket, finali tricolori under 18. Un parziale di 0-9 mette subito in ginocchio la squadra livornese, gli avversari controllano fino alla fine. Russo: «Brutta partita, ma fieri di essere nelle top-8 italiane»

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LIVORNO. Cala il sipario su una stagione da 110 e lode: prima la salvezza nel campionato di Serie C Gold con il roster più giovane d’Italia, poi la goduria di far parte delle migliori 8 formazioni Under 18 Eccellenza. Il cammino della Stc Don Bosco - alle Finali Nazionali di Montecatini Terme - si è interrotto ieri sera al cospetto della Hsc Virtus Roma (65-42), roster che la banda di coach Roberto Russo aveva già incontrato due volte nella fase interregionale, perdendo a Roma (-5) e vincendo in via Allende (+7).

Ma il match della “verità” (se così possiamo definirlo…) se l’è aggiudicato la truppa di coach Bizozzi, avanti fin dalle battute iniziali con pieno merito e con tanta più energia rispetto ad una Livorno reduce dallo spareggio, dispendioso, contro la Reyer Venezia.

Avvio shock per la Stc che, dopo 2 minuti, è sotto 0-9. L’incantesimo lo spezzano Bianco e Zanini, mentre Graziani e Korsunov stentano ad entrare in partita. Roma - invece - gioca con tutta la tranquillità del mondo, corre quando c’è da correre e se la cava pure a difesa schierata, sfruttando la fisicità di Mouaha, Okereke e Fokou (33-22 all’intervallo lungo).

Il trend non cambia nella ripresa: la Virtus scappa subito sul +21 (43-22) e per la Stc Management and Business è notte fonda. Timida reazione sul 45-30, ma niente stavolta sembra andare nel verso giusto. Errori, palle perse, sfiducia. Tutti fattori che alla resa dei conti generano un passivo che nella maniera più assoluta non rispecchia i valori delle due squadre.

Il Don Bosco, per tutto l’anno, ha dimostrato ben altra caratura e individualità, tanto da far stropicciare gli occhi della valanga di addetti ai lavori presenti sulle tribune del PalaTerme; per giocatori del calibro di Graziani, Korsunov, Bianco e Zanini c’è già la fila di pretendenti di Serie B e A2. Tanta roba. Che ripaga il lavoro dello staff tecnico formato da Russo, Valentino e Venucci e di una società sempre sulla cresta dell’onda in ambito giovanile e in costante ascesa.

«Non fa parte del mio stile e neppure di quello della società Don Bosco nascondersi dietro le giustificazioni - ha spiegato coach Russo nel post partita - quindi l’aver giocato una partita in più di Roma non c’entra niente. Il gruppo durante la stagione è cresciuto sotto tanti aspetti, ma è mancato l’atteggiamento giusto per affrontare un quarto di finale. Tuttavia usciamo a testa alta, fra le prime otto d’Italia».

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