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C’è troppa Virtus in questa Roma il sogno Don Bosco finisce ai quarti
Basket, finali tricolori under 18. Un parziale di 0-9 mette subito in ginocchio la squadra livornese, gli avversari controllano fino alla fine. Russo: «Brutta partita, ma fieri di essere nelle top-8 italiane»
LIVORNO. Cala il sipario su una stagione da 110 e lode: prima la salvezza nel campionato di Serie C Gold con il roster più giovane d’Italia, poi la goduria di far parte delle migliori 8 formazioni Under 18 Eccellenza. Il cammino della Stc Don Bosco - alle Finali Nazionali di Montecatini Terme - si è interrotto ieri sera al cospetto della Hsc Virtus Roma (65-42), roster che la banda di coach Roberto Russo aveva già incontrato due volte nella fase interregionale, perdendo a Roma (-5) e vincendo in via Allende (+7).
Ma il match della “verità” (se così possiamo definirlo…) se l’è aggiudicato la truppa di coach Bizozzi, avanti fin dalle battute iniziali con pieno merito e con tanta più energia rispetto ad una Livorno reduce dallo spareggio, dispendioso, contro la Reyer Venezia.
Avvio shock per la Stc che, dopo 2 minuti, è sotto 0-9. L’incantesimo lo spezzano Bianco e Zanini, mentre Graziani e Korsunov stentano ad entrare in partita. Roma - invece - gioca con tutta la tranquillità del mondo, corre quando c’è da correre e se la cava pure a difesa schierata, sfruttando la fisicità di Mouaha, Okereke e Fokou (33-22 all’intervallo lungo).
Il trend non cambia nella ripresa: la Virtus scappa subito sul +21 (43-22) e per la Stc Management and Business è notte fonda. Timida reazione sul 45-30, ma niente stavolta sembra andare nel verso giusto. Errori, palle perse, sfiducia. Tutti fattori che alla resa dei conti generano un passivo che nella maniera più assoluta non rispecchia i valori delle due squadre.
Il Don Bosco, per tutto l’anno, ha dimostrato ben altra caratura e individualità, tanto da far stropicciare gli occhi della valanga di addetti ai lavori presenti sulle tribune del PalaTerme; per giocatori del calibro di Graziani, Korsunov, Bianco e Zanini c’è già la fila di pretendenti di Serie B e A2. Tanta roba. Che ripaga il lavoro dello staff tecnico formato da Russo, Valentino e Venucci e di una società sempre sulla cresta dell’onda in ambito giovanile e in costante ascesa.
«Non fa parte del mio stile e neppure di quello della società Don Bosco nascondersi dietro le giustificazioni - ha spiegato coach Russo nel post partita - quindi l’aver giocato una partita in più di Roma non c’entra niente. Il gruppo durante la stagione è cresciuto sotto tanti aspetti, ma è mancato l’atteggiamento giusto per affrontare un quarto di finale. Tuttavia usciamo a testa alta, fra le prime otto d’Italia».
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